Riforma Brunetta al via nella P.A.:certificati aboliti

Dall’1 gennaio la pubblica amministrazione non potrà più chiedere documenti ma dovrà accettare l’autocertificazione

Roma È una piccola rivoluzione nella vita quotidiana dei cittadini. Il completamento di una battaglia portata avanti da Renato Brunetta tra resistenze di carattere culturale e organizzativo, e ora definitivamente attuata da Filippo Patroni Griffi, il suo successore alla Pubblica amministrazione, oltre che suo ex capo di Gabinetto. «Dal primo gennaio diamo attuazione, grazie a una direttiva che abbiamo appena emanato, a una legge già approvata» annuncia Patroni Griffi. «Le amministrazioni saranno obbligate a non consegnare più certificati inutili ai cittadini. In pratica saranno consegnati solo certificati per le attività private. Quelli che un cittadino doveva consegnare alle varie amministrazioni per una pratica saranno le amministrazioni stesse a doversele cercare».

Gli uffici pubblici, pertanto, da lunedì avranno solo due opzioni: acquisire d’ufficio dati e informazioni sui cittadini o accettare le autocertificazioni. Ma non potranno più scaricare l’onere sul richiedente. E chi continuerà a farlo rischierà di vedersi contestare la violazione dei doveri d’ufficio. Le nuove norme hanno come obiettivo la completa «de-certificazione» del rapporto tra Pubblica amministrazione e cittadini, un passaggio verso quella semplificazione fotografata a suo tempo da Brunetta come «una delle vitamine per la crescita del Paese».

Come spiega la direttiva emanata da Patroni Griffi, l’attuazione della norma richiederà un profondo cambiamento nei comportamenti quotidiani delle amministrazioni. Per questo il Dipartimento della Funzione pubblica provvederà, anche attraverso l’ispettorato, a monitorarne la effettiva applicazione. Sui documenti dovrà essere obbligatoriamente inserita la seguente avvertenza: «Il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi». Una dicitura essenziale per la validità stessa del certificato, in assenza della quale, oltre alla nullità del documento, potranno scattare pesanti sanzioni per il dipendente pubblico responsabile. Inoltre le pubbliche amministrazioni potranno acquisire senza oneri le informazioni necessarie per effettuare i controlli sulla veridicità delle dichiarazioni e per l’acquisizione d’ufficio, con qualunque mezzo idoneo ad assicurare la certezza della loro fonte di provenienza.

«L’idea di fondo del governo - spiega al Messaggero Patroni Griffi - è quella di fare in modo che la pubblica amministrazione non sia più la palla al piede dell’Italia ma ne diventi un volano della competitività». Si comincerà dunque col «pacchetto semplificazioni» che prevede ad esempio «il coordinamento dei controlli pubblici sulle imprese. Fisco e ispettorato del lavoro dovranno evitare di visitare le aziende uno per volta. Ancora: semplificheremo alcune procedure sugli appalti».

Nascerà, annuncia, «il certificato unico per i disabili con il quale potranno parlare tutte le amministrazioni pubbliche». L’obiettivo è chiaro ed è coerente con quello del suo predecessore: «Per riavviare la crescita bisogna ristrutturare lo Stato con criteri manageriali, simili a quelli di un’azienda»
Bisognerà naturalmente verificare quale tipo di accoglienza riserveranno i sindacati della Pubblica amministrazione a queste iniziative. I toni appaiono più concilianti rispetto a quelli riservati a Renato Brunetta ma nelle pieghe delle prime reazioni si nascondono alcune perplessità.

«Da Patroni Griffi arrivano alcune proposte di buonsenso ma che in certi casi non sembrano tener conto della realtà» commenta Rossana Dettori, segretaria generale Fp-Cgil. «Sulla riduzione dei certificati chiediamo che si facciano le dovute differenze. È giusto non vessare i cittadini richiedendo certificazioni e informazioni che potrebbero essere scambiate tra gli enti pubblici o reperite nei database ma sul tema del controllo di legalità, penso alla certificazione antimafia, non possiamo permetterci arretramenti, visto il livello allarmante di corruzione». Patroni Griffi, comunque, ha già messo in cantiere per il 13 gennaio un faccia a faccia con le organizzazioni sindacali del pubblico impiego. E sarà in quell’occasione che i primi nodi verranno al pettine.