Riforma costituzionale, sì al referendum

La commissione Affari costituzionali approva la delibera all’unanimità. La Cdl: aiuterà a capire la devoluzione

Con un voto unanime la commissione Affari Istituzionali della Regione ha approvato ieri la delibera della Giunta che chiede un referendum sulla riforma costituzionale. La stessa commissione ha anche votato l'iscrizione d'urgenza, per cui già giovedì prossimo il Consiglio potrà mettere ai voti la richiesta che diventerà così effettiva. Il via libera da parte dell’aula è altrettanto scontato, semmai i partiti dovranno mettersi d’accordo su come votare. La Cdl sostiene che il referendum servirà a spiegare alla gente il contenuto della devoluzione (l’«operazione verità» chiesta da Formigoni), per l’Unione invece non bisognerà parlare di «riforma» ma bensì di «riassetto» costituzionale. «Infatti - ha commentato il presidente di commissione, Paolo Valentini - il voto è stato unanime, ma per motivi diversi».
«Ovviamente la sinistra ha votato sì alla consultazione perché vuole condurre la sua campagna strumentale contro le recenti modifiche costituzionali, ma anche su questo la Cdl si si impegnerà a fondo» ha promesso Roberto Alboni di An. «Bisogna sgombrare il campo da fandonie - ha aggiunto il presidente del consiglio, il leghista Attilio Fontana - perché non è vero che vogliamo spaccare il Paese».
«Per noi - ha contrappuntato Riccardo Sarfatti dell’Unione - la riforma è inaccettabile sul piano della devoluzione che sulla forma di governo, perché perdono peso Consulta, presidente della Repubblica e Parlamento».