La riforma dei docenti al voto della Camera

Già approvato al Senato, il decreto arriva a Montecitorio A Roma corteo di protesta. An: quante bugie dall’opposizione

Francesca Angeli

da Roma

In un clima da assedio si vota oggi alla Camera la riforma dello statuto giuridico dei docenti universitari. Passato al Senato con la fiducia e fortemente voluto dal ministro dell’Istruzione, Letizia Moratti, il ddl arriva a Montecitorio dove per il momento sono previsti soltanto i tempi contingentati. Mentre in aula si voterà sulle due pregiudiziali di incostituzionalità (una sull’autonomia universitaria e l’altra sulla mancata copertura finanziaria) presentate sul provvedimento dai Ds, nelle strade di Roma sfilerà il corteo di docenti, ricercatori e studenti contrari alla riforma. Il passaparola almeno tra gli studenti era quello di arrivare davanti alla Camera per far sentire la loro protesta mentre il Parlamento vota il ddl ma la manifestazione invece culminerà a piazza Navona. Previsto davanti a Montecitorio un presidio della Cgil.
La mobilitazione degli atenei è partita settimane fa. Molti rettori hanno deciso di bloccare l’attività didattica dopo l’attacco frontale che la presidenza della Conferenza dei rettori (Crui), ha sferrato al progetto della Moratti. Dopo l’approvazione del ddl da parte di Palazzo Madama, il presidente Piero Tosi aveva parlato di «inaccettabile forzatura della prassi parlamentare».
Ma davvero «tutto il paese è contro la Moratti», come afferma il segretario di Rifondazione comunista, Fausto Bertinotti? Il ministro nei giorni scorsi di fronte alle critiche dei professori è stata piuttosto esplicita: «Mi attaccano perché la legge colpisce il potere delle lobby universitarie». E commenti positivi su quanto il governo sta facendo per la ricerca e l’università sono arrivati da personalità come il premio Nobel Rita Levi Montalcini e lo scienziato Umberto Veronesi. Quest’ultimo poi con le sue lodi al ministro della Salute, Francesco Storace, è finito sulla lista nera della sinistra.
Il senatore Giuseppe Valditara, responsabile del settore scuola e università per Alleanza nazionale, definisce bugie tutti gli attacchi lanciati dalla sinistra alla riforma, ricordando che anche commentatori indipendenti come Angelo Panebianco, Galli della Loggia o persino vicini alla sinistra come Schiavone hanno dato un giudizio positivo sul provvedimento. Non solo, aggiunge Valditara, il confronto con il mondo universitario sulla riforma c’è stato e il governo ha tenuto conto delle istanze che arrivavano dagli Atenei.
«La reazione scomposta avuta dalla presidenza dei rettori di fronte ad una iniziativa legislativa a parole e nella sostanza in buona parte già accettata durante il confronto - dice Valditara - rischia solo di indebolire la battaglia per dare maggiori risorse all'università italiana». Il senatore infine suggerisce ai rettori di pensare a come applicare al meglio una legge votata dal Parlamento invece «di fare i capipopolo» perché «in una democrazia questo ci si attende da chi ha il senso delle istituzioni».
Tra gli studenti scenderanno in piazza Uds e Udu (unione studenti e unione universitari) che giudicano le riforme una rovina per l’università pubblica.
La pensano in modo diverso i giovani studenti azzurri. «Le occupazioni di questi giorni e la manifestazione contro la riforma Moratti ci sembra siano mosse, oltreché dalle evidenti strumentalizzazioni, anche da una sorta di complesso di Edipo che alcuni studenti di sinistra nutrono nei confronti dei loro genitori sessantottini». È il commento di Francesco Pasquali, responsabile nazionale di Forza Italia Giovani che denuncia «il tentativo di fare apparire tutto il mondo studentesco, dalle scuole medie alle università, schierato contro la riforma». Un tentativo, assicura «fallito sul nascere».