«La riforma dei servizi può essere pericolosa»

Anna Maria Greco

da Roma

Difende il Sismi infangato, Fabrizio Cicchitto. Il vice-coordinatore nazionale di Fi commenta positivamente la relazione del sottosegretario Forcieri, ma critica la riforma dei servizi che vorrebbe il centrosinistra e avverte che indebolire in questo momento la credibilità dei nostri 007 sarebbe estremamente pericoloso.
In che cosa dissente dalle proposte di riforma dell’Unione?
«Sono totalmente contrario all’unificazione dei servizi che creerebbe un’enorme concentrazione di potere. Il progetto di far dipendere tutto dalla Presidenza del Consiglio, aggiungendo anche le garanzie funzionali, mi sembra pericoloso».
Le vicende di questi giorni suscitano però interrogativi molto gravi sulla gestione dei servizi. Qual è il suo giudizio?
«Per 5 anni il Paese non ha subito attentati del terrorismi internazionale e ha liquidato le Brigate rosse. Il Sismi ha recuperato diversi ostaggi in Irak, dimostrando capacità operativa rilevante e non può essere messo nel frullatore del gioco al massacro in corso.La perforazione di ogni vincolo di segreto e di riservatezza sull’attività dei servizi e la violazione del segreto istruttorio ha fatto sì che i nomi di molti agenti del Sismi siano di dominio pubblico e questo potrebbe avere conseguenze spaventose, come lo sgretolamento delle nostre reti di intelligence in Afghanistan, Irak, Medio Oriente e in Italia».
La sua valutazione della relazione del sottosegretario Forcieri?
«È positiva: sulla base di documenti inoppugnabili che l’attuale governo ha in mano, ha ribadito che il Sismi non è implicato nel sequestro di Abu Omar, come il direttore Pollari e il sottosegretario Letta hanno detto in Parlamento. E ha smentito le intercettazioni telefoniche di giornalisti».
Forcieri parla di responsabilità singole.
«Eventuali responsabilità, tutte da dimostrare. Ma nella relazione non si affronta la questione del rapporto servizi-magistratura e magistratura-stampa. Se i servizi non hanno nessuna copertura rispetto ad una magistratura che può essere politicizzata e il segreto istruttorio viene puntualmente violato, ci possono essere effetti devastanti. Ai tempi di Mani Pulite un pool di cronisti giudiziari ha ammesso di aver lavorato d’intesa con i magistrati, con una militanza che va ben oltre la professionalità. In questa vicenda parte dei mass media non ha dimostrato grande senso di responsabilità, forse spinta da interessi stranieri o da pezzi dell’apparato dello Stato».
Rizzo del Pdci chiede una commissione d’inchiesta.
«Meglio che il problema si risolva nel nuovo Copaco, altrimenti finirebbe in pasto alla stampa e sarebbe smantellata tutta l’attività antiterroristica svolta prima dal governo Amato e poi da quello Berlusconi».