Riforma giustizia, Berlusconi: avanti

Calderoli commenta così la proposta Alfano di una riforma organica già a settembre: "Abbiamo fatto un calendario e non c'è spazio. Ci sono già federalismo fiscale, codice delle autonomie e Finanziaria". Berlusconi: sono molto determinato. I punti: immunità parlamentare, riforma del Csm, separazione delle carriere. Polemica Di Pietro-Bonaiuti

Roma - Sul tavolo del governo finisce il dossier giustizia. A rilanciare su una riforma organica in materia il Guardasigilli, ieri, a un convegno dell'unione delle camere penali. La Lega, in allarme, cerca di mettere il federalismo in cima alla lista dei "desiderata" per la ripresa dei lavori parlamentari. Ma il premier chiarisce nuovamente le priorità. "Bisogna assolutamente riformare la giustizia e farlo in modo radicale, dalle fondamenta". Lo ha ripetuto Silvio Berlusconi, secondo quanto riferito da alcuni presenti, nel corso di un incontro con gli europarlamentari di Forza Italia. Al termine della riunione, però, il presidente del Consiglio non ha voluto rispondere alle domande dei giornalisti sul tema della giustizia spiegando di non voler parlare al di fuori delle conferenze stampa. Emergono, da indiscrezioni, anche le linee: riforma del Csm, separazione delle carriere e ripristino dell’immunità parlamentare. Il premier starebbe pensando a un comitato di saggi. Uno dei nomi emersi è quello dell'ex giudice costituzionale Vaccarella.

Cavaliere sdegnato Le voci raccolte tra gli europarlamentari raccontano di un permier che ha espresso "sdegno". Berlusconi ha spiegato di aver maturato in tutti questi anni di "accanimento giudiziario" contro la sua persona. "Il problema di questo Paese - avrebbe detto il premier - è la giustizia che influisce nella vita di tutti i giorni di ogni cittadino e va anche dritto dritto nel cuore dell’economia". Per il premier "la giustizia in Italia viene usata per condizionare l’economia e la politica e per questo motivo - ha annunciato il Cavaliere - non mi fermerò mai, questa volta non mi fermerà nessuno". Il premier ai suoi deputati ha parlato lungamente del processo Mills e di tutte le tappe degli altri processi dai quali è uscito sempre "indenne. Sono state usate contro di me falsità e ipocrisie, anzi se io mi devo dare una colpa è quella di non essermi mosso prima". Il presidente del Consiglio a chi gli ha riferito le resistenze di qualche alleato (la Lega) ha sottolineato di non intendere fare passi indietro. "Visto che non è possibile fare la riforma della giustizia con l’opposizione, noi andremo da soli. La gente è tutta con me".

Calderoli frena Sulla riforma della giustizia arriva la frenata della Lega. Sulle riforme "abbiamo fatto una tabella temporale" e quella della giustizia "in questa tabella non c’è". Roberto Calderoli, ministro per la semplificazione e coordinatore delle segreterie della Lega, reputa quindi difficile che si possa fare una riforma della giustizia a partire da settembre, come auspicato ieri dal Guardasigilli Angelino Alfano. Certo, Calderoli non chiude del tutto all’ipotesi di rivedere la normativa giudiziaria italiana, ma nel cortile di Montecitorio è piuttosto categorico. "Abbiamo fatto una tabella temporale delle riforme e quella della giustizia non c’è. Questo non vuol dire che la riforma non si fa ma che si fa dopo". Per la ripresa, infatti, "abbiamo il federalismo fiscale, il codice delle autonomie e la Finanziaria. Poi c’è la riforma Costituzionale. Quella della Giustizia - ha concluso Calderoli - ci può anche stare, ma il 2008 è un anno che mi sembra pieno".

Di Pietro attacca "All’indomani di indagini importantissime che evidenziano una nuova tangentopoli, ormai dilagante, specie nel settore sanità, l’unica cosa a cui pensa il capo del governo è quella di avere l’immunità parlamentare e di bloccare l’azione penale e criminalizzare l’organo di autogoverno". Antonio Di Pietro commenta così le nuove iniziative annunciate dal governo sulla giustizia. "Questo - precisa Di Pietro - era il progetto della P2 e che il governo sta portando avanti: un progetto criminogeno".

Bonaiuti risponde "Dittatura? P2? Di Pietro farnetica. Ha proprio ragione Berlusconi quando dice che Di Pietro gli fa orrore" questa la replica di Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio