Riforma della legge elettorale prima sfida della «nuova» Cdl

Il leader azzurro invita «a politicizzare al massimo» le amministrative di primavera

da Roma

«Con Casini rompere adesso non si può. Da oggi, però, dobbiamo metterlo all’angolo». La strategia di Silvio Berlusconi è chiara. E se passa per una decisa azione di mediazione sulla Lega e in parte An, non trascura il fatto che gli equilibri interni all’opposizione sono ormai inevitabilmente cambiati. Cosa che il Cavaliere mette nero su bianco raccogliendo l’idea di Gianfranco Fini di riunire in plenaria tutti i deputati e senatori di Forza Italia, An, Lega, Nuova Dc e Pri («cerchiamo di ritrovarci qui al più presto, magari fra una quindicina di giorni», dice durante il suo intervento). Per «rilanciare» la Casa delle libertà e «riprendere il cammino insieme». Un modo per dire, neanche troppo implicitamente, che l’opposizione «non resterà più ad aspettare Casini» e andrà avanti per la sua strada. D’altra parte, ammette il Cavaliere, fino a ieri «non ho più convocato riunioni proprio per non marcare che c’era una componente in meno della Cdl», ma adesso «è venuto il momento di dire basta».
Per questo, spiega l’ex premier, di plenarie ce ne saranno altre e i parlamentari dei partiti che si riconoscono nella Cdl «devono organizzarsi in gruppi di lavoro» per mettere a punto «il programma di governo con cui ci presenteremo alle prossime elezioni». Sempre nella prospettiva della Federazione. «Ne ho parlato con Bossi e mi ha autorizzato a fare passi avanti», spiega poco dopo essere inciampato in un lapsus con il leader di An a cui si rivolge chiamandolo Gianfranco Casini («tranquilli, siamo rimasti amici...», risolve poi con una battuta). Anche se sulla questione Fed la Lega resta alquanto perplessa, tanto che da Varese Umberto Bossi si limita a dire che non ha tempo «per le stupidaggini».
Ma il vero banco di prova della «nuova» Cdl sarà soprattutto la legge elettorale. Sulla quale, spiega il leader di Forza Italia, «è necessario che tutti noi troviamo un accordo». Insomma il referendum «è un problema che abbiamo messo da parte» perché l’obiettivo è trovare un’intesa su «un progetto di modifica minimale». Della questione si sta occupando Roberto Calderoli che ha già incontrato i piccoli del centrosinistra per verificare possibili convergenze sul modello delle regionali. Questione di cui si discuterà lunedì ad Arcore in un incontro cui parteciperanno sia Bossi che Fini. Il Cavaliere parla anche delle amministrative, chiede «unità» e invita a «politicizzare al massimo» la tornata elettorale. Con una digressione sulla Rai dove, salvo Porta a Porta, «ci sono solo programmi faziosi e partigiani per la sinistra», da Che tempo che fa a Primo piano, per non parlare di Santoro».