La riforma di Prodi: spendere di più

Quattro dipartimenti tutti nuovi, strutture costose e permanenti per servire ministeri che in futuro potrebbero non esistere più. Insomma, dicasteri creati dal centrosinistra che i futuri esecutivi potrebbero scegliere di non confermare. È questa la riforma di Palazzo Chigi preparata da Romano Prodi che si tradurrà in nuove spese: strutture amministrative leggere e temporanee mentre, da ora in avanti, avranno un’organizzazione al massimo livello, con tanto di dirigenti che, con tutta probabilità, resteranno per sempre alle dipendenze dello Stato.