Riforma Tv,la Cdl abbandona le commissioni: "Gentiloni non accetta il confronto"

Roma - Prosegue lo scontro tra maggioranza e opposizione sul decreto Gentiloni. "La nostra decisione di abbandonare i lavori delle commissioni sull'esame del ddl Gentiloni è stata l'unica forma possibile di protesta davanti alla totale chiusura della maggioranza alle ragionevoli richieste dell'opposizione". Lo affermano i capigruppo dei partiti della Cdl nelle competenti commmissioni di Montecitorio, che aggiungono: "Davanti alla totale indisponibilità del ministro Gentiloni, questa mattina, a rispondere sui quesiti relativi alla riforma della Rai ed alle certe sovrapposizioni con il ddl sull'emittenza privata, abbiamo posto il problema ai presidenti delle commissioni chiedendo che della gravissima vicenda fosse investita la conferenza dei capigruppo. Una richiesta ignorata da Folena e Meta che hanno dato il via all'iter del provvedimento come se nulla fosse successo. Di fronte a questo comportamento gravissimo di insensibilità politica e istituzionale da parte della maggioranza, a noi non è rimasto altro che abbandonare i lavori".

Gasparri: governo arrogante «L'abbandono dei lavori delle commissioni è stata una scelta inevitabile di fronte all'arroganza del governo che in materia radiotelevisiva annuncia altri disegni di legge ed intanto ne vuole discutere alcuni che solo parzialmente affrontano la materia. La denuncia politica che viene dall'opposizione non può rimanere inascoltata dai vertici della Camera». Lo sostiene Maurizio Gasparri, esponente di An. «Non si può agire in maniera ambigua e scorretta per servire interessi di parte, anche economici, da parte di un governo - aggiunge l'ex ministro delle Comunicazioni - che evidentemente vuole usare questo dibattito come un'arma di ritorsione politica verso alcune aziende e come un atto di servilismo nei confronti di altri. Questo modo di procedere è inaccettabile e la nostra battaglia politica sarà determinata»