LA RIFORMA DEL WELFARE

RomaScontri, lanci di sampietrini, cariche contro la polizia e un’aria densa di tensione e fumogeni. Ieri la protesta dei precari e degli studenti di «Occupy Fornero» ha monopolizzato la manifestazione organizzata dalla Fiom contro il piano industriale di Finmeccanica.
Il corteo, che avrebbe dovuto sfilare da piazza della Repubblica fino al ministero dello Sviluppo Economico allo scopo di sollecitare risposte immediate sulla riforma del lavoro e per difendere l’articolo 18 e i diritti degli «esondati» è stato tutt’altro che pacifico. E non si poteva immaginare diversamente vista l’importanza dei temi trattati. Ancora prima che il serpentone umano si muovesse, a piazza della Repubblica sono stati accesi i primi fumogeni rossi e i manifestanti hanno cominciato a gridare slogan contro il premier Mario Monti e il ministro del Lavoro dicendo «Fornero al cimitero» e ancora «Esondiamo la Fornero». Poi il corteo ha preso vita, accompagnato da uno sventolio di bandiere della Fiom, di Rifondazione comunista e dell’Italia dei Valori. Ma i manifestanti avrebbero dovuto fermarsi in via Molise, sotto il ministero dello Sviluppo economico, invece hanno tirato dritto fino al ministero del Lavoro, in via Veneto, perché è proprio contro la riforma Fornero che si gioca la partita principale.
Contemporaneamente alcuni gruppi dei Cobas e dei centri sociali hanno raggiunto un’entrata laterale della Camera, in Via del Vicario, e hanno oltrepassato le transenne di protezione. Immediata la carica di contenimento di polizia e carabinieri in assetto antisommossa, che sono riusciti a respingere i manifestanti. Non sono mancate manganellate ai più violenti, che per tutta risposta si sono riversati su Piazza Montecitorio lanciando una pioggia di palloni di cuoio con la scritta «no rigore» e la foto di una pallonata che colpisce il volto del presidente Mario Monti in direzione della Camera. I violenti di «Blockupy», gli stessi che da mercoledì protestano al Pantheon, sono poi passati ai fumogeni, ai sampietrini, alle bombe carta e alle bottiglie scagliate contro le forze dell’ordine.
Ma dopo un’ora di assedio, al grido «no solution, revolution», hanno fatto ritorno al loro quartier generale, in piazza del Pantheon, dove hanno piazzato una ventina di tende che non lasciano indifferenti i turisti. Il bilancio per le forze dell’ordine, invece, è stato pesante perché durante gli scontri a Montecitorio tre agenti sono rimasti feriti mentre un quarto poliziotto è stato bersagliato da un petardo.