Riforme, Fini: "Legislatura sia costituente"

Il presidente della
Camera parla della possibilità di una legislatura costituente per fare le riforme di cui il Paese necessita: dal federalismo fiscale al bicameralismo. Poi avverte: "Fiducia solo in casi eccezionali, no a modifiche unilaterali della giustizia"

Roma - "Ci sono tutte le condizioni per una legislatura costituente". Durante il suo intervento alla cerimonia del Ventaglio il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha sostenuto con forza che un dialogo tra i poli sia possibile, nonostante le recenti polemiche sulla giustizia. "Se si confrontassero le proposte presentate da maggioranza e minoranza all’inizio di questa legislatura - ha sottolineato il numero uno di Montecitorio - sarebbe molto più facile trovare punti di convergenza, rispetto ai punti di divergenza".

La riforma della giustizia Secondo Fini, una questione giustizia nell’agenda politica italiana esiste ed è anche sentita molto nella società. Il presidente della Camera ha, però, invitato la politica a smetterla di avere una visione unilaterale su questo tema perchè le prossime riforme dovranno occuparsi di più delle esigenze dei cittadini. Per quanto riguarda la riforma costituzionale del Csm auspicata oggi dal presidente del Senato Renato Schifani, Fini, "pur non volendo polemizzare con lui", afferma che «per una questione di correttezza" sarebbe meglio parlare di Csm, prima, con il suo presidente che è il capo dello Stato. "È innegabile - ha sottolineato Fini - che la questione giustizia sia nell’agenda del Paese. Non si possono infatti aspettare 10-12 anni per vedere risolvere una controversia di giustizia civile". Ci sono poi lentezze e inefficienze anche nel sistema penale, cosa questa che, per Fini, andrebbe eliminata. Il presidente della Camera invita dunque la politica, nelle prossime riforme, ad occuparsi soprattutto di questi temi. "Se si declina la questione giustizia solo con l’attenzione a questioni come la riforma del Csm o le prerogative soltanto di alcuni, si commette un errore di valutazione e si dà corso ad una lettura miope della società". "Auspico davvero che non ci si concentri solo su questioni così limitate o parziali perchè così facendo - sottolinea Fini - si allontanano le istituzioni da quello che è il comune sentire della gente". "Non escludo che si debba intervenire sul Csm - conclude - ma si deve intervenire ’anchè sul Csm e non solo perchè ci sono tante altre questioni, a cominciare dalla situazione carceraria, per arrivare alle misure alternative alla detenzione, che devono essere esaminate. Mi auguro che se si parlerà di giustizia si discuterà soprattutto delle questioni che interessano i cittadini".

Il ricorso alla fiducia "Il ricorso alla fiducia è una prerogativa di cui il governo ha diritto di avvalersi. Ma, al momento in cui la legislatura va a regime, l’auspicio è che il ricorso alla fiducia sia davvero motivato ed eccezionale e non diventi una sorta di scorciatoia per aggirare il regolamento". Fini ha espresso la speranza, che sottolinea essere "condivisa" anche dal governo, di un rapporto più intenso con l’esecutivo in Parlamento. "Preferisco una discussione approfondita per cambiare il regolamento - aggiunge a questo proposito il presidente della Camera - che l’abitudine di seguire scorciatoie". D’altra parte, Fini richiama anche l’opposizione ad evitare forme di "ostruzionismo strisciante che fanno rischiare la paralisi o il corto circuito" del confronto parlamentare.

L'immunità parlamentare "Su un’eventuale ritorno all’immunità parlamentare il mio parere coincide con quello del presidente Schifani: sarebbe decisamente non comprensibile da parte della pubblica opinione, comunque francamente non ravviso la necessità" di una riforma del genere. Così il presidente della Camera è intervenuto sulle ipotesi di ritorno all’immunità per i componenti delle Camere.

Il federalismo fiscale Secondo il presidente della Camera, il federalismo fiscale deve essere "solidale ma anche autenticamente nazionale". Fini ha anche osservato che "un presupposto del federalismo deve essere un assetto istituzionale che veda il territorio più protagonista", ma va anche tenuto conto che "il nostro territorio, purtroppo, non è omogeneo", quindi "il federalismo ha senso se è tale da garantire tutti i territori". Per questo Fini osserva che "è inevitabile prevedere che in una prima fase vi sia da parte dello Stato, o meglio della Repubblica, un intervento per eliminare le sperequazioni".

Il bicameralismo Alla ripresa dei lavori parlamentari, insieme al federalismo fiscale, il parlamento dovrà occuparsi della riforma del bicameralismo e di un intervento sulla seconda parte della costituzione. Fini ha, infatti, osservato che questa legislatura ha i presupposti per essere costituente per cui sarà necessario affrontare alcune questioni, altrimenti "sarebbe difficile, quando si torna alle urne, spiegare perchè non si è messo mano ad una modifica del sistema bicamerale perfetto", o ancora perché non si è intervenuti sul federalismo in particolare sulla seconda parte della Costituzione.

Il nodo Rai "Se è necessaria, la convocazione della vigilanza Rai a oltranza non la considero un’idea nè peregrina nè bizzarra". Il numero uno di Montecitorio ha detto di avere affrontato il tema della costituzione della commissione di vigilanza sulla Rai con il presidente del Senato, ribadendo che si tratta "una questione tutta politica". "Se dopo giovedì non si arriverà alla elezione del presidente - ha ribadito Fini - chiederò al presidente del Senato una convocazione ad oltranza. È l’unico strumento da attivare per mettere le forze politiche davanti alle loro responsabilità".