Riforme, Fini: no al patto della frittata Mastella: Prodi intervenga o sarà crisi

Legge elettorale, il leader di An durissimo con Veltroni e Berlusconi: &quot;Vogliono il bipartitismo, non il bipolarismo&quot;. E il Guardasigilli: &quot;Se c'è il sì alla bozza Bianco non vado alla verifica &quot;. <a href="/a.pic1?ID=227351" target="_blank"><strong>Bondi: dal palazzo pretesti contro il dialogo</strong></a>

Roma - "Siamo passati dal patto della crostata a quello della frittata, ma è indubbio che An non potrà dare via libera a questo pateracchio". Il leader di An, Gianfranco Fini, nel suo intervento al convegno "Quale terza Repubblica?", torna a bocciare la bozza Bianco, giudicandola "un tentativo ipocrita di favorire i due partiti più grandi. «Per quanto Bianco cerchi di ingraziosire la realtà - attacca Fini -, con questa bozza non si passa dal bipolarismo attuale ad uno più responsabile o più maturo. Si arriva al bipartitismo. In questo - insiste Fini - Berlusconi ha ragione: non c’è nessun accordo segreto con Veltroni, l’accordo è evidente".

Referendum "Se si lavora per avere un bipartitismo, credo che sia più onesto perseguire la via referendaria: almeno se passa il quesito si andrà verso un accordo tra alleati". Continua Fini: "Mi piacerebbe chiedere al sindaco di Roma - incalza Fini - perché ha cambiato idea rispetto a quando gioiva per la vittoria del referendum che aboliva la parte proporzionale. A meno che, e voglio essere esplicitamente polemico, si punti ad evitare con questa legge la trattativa con i propri alleati e si voglia costringerli a venire a Canossa col capo cosparso di cenere. Con il referendum si avrebbe un dialogo sui posti nelle liste, la bozza Bianco, invece, è una scorciatoia ipocrita e credo che in parlamento sarà molto più difficile di quanto si pensi che passi questo che io chiamo patto della frittata".

"Vertice con berlusconi? Dipende"
Né sì né no. Gianfranco Fini non lascia trapelare la sua volontà se partecipare o meno al vertice dell’opposizione sulla legge elettorale che Silvio Berlusconi vorrebbe proporre agli altri partiti del centrodestra per metà gennaio. "Il problema - dice - è con quale spirito si va o si convocano i vertici".

Mastella critico "Prodi ha il dovere di intervenire", Clemente Mastella non lo manda a dire e spara a zero contro la bozza Bianco ribadendo che "con questa legge l’Udeur direbbe no all’alleanza. I due grandi partiti - sottolinea Mastella - hanno deciso di trasformare il sistema politico dal bipolarismo al bipartitismo e a Veltroni che dice che con il referendum si va alla crisi di governo - aggiunge - dico che è un ragionamento inaccettabile e improponibile. Per quanto mi guarda, possiamo andare alla crisi anche prima". Infine, rivolgendosi al leader di An Gianfranco Fini, Mastella conclude: "Anch’io credo come Fini che si deve dire prima del voto con chi uno vuole fare le alleanze. Mi dichiaro ruffilliano e finiano. È il rituale dire che non c’è l’alleanza prima del voto e poi costringere gli altri a scegliere fra Berlusconi e Veltroni. Io nel Pd non entrerò mai, non è compatibile con la mia storia".

"Decidiamo assieme o niente vertice" "Se viene adottata la bozza Bianco come testo base in commissione non partecipo al vertice di verifica di gennaio". "Sul piano del galateo penso che sia opportuno discutere prima tra di noi. Non deve essere presa alcuna decisione sulla riforma elettorale prima del 10 gennaio. Martedì - spiega il Mastella, riferendosi al giorno in cui la commissione Affari costituzionali del Senato dovrà pronunciarsi sul testo base - non si può decidere nulla. Non c’è il sale sulla coda nè di Bianco nè di nessuno. Se si decide martedì noi non parteciperemo alla verifica di gennaio, perchè significherebbe andare avanti come se noi non esistessimo, facendo finta di nulla». Il guardasigilli, infine, conclude con una battuta sulla pausa natalizia: «Speriamo che un torrone con le mandorle li addolcisca...».