Riforme, Fini rispolvera Nenni: "Rinnovarsi o perire"

Il presidente della Camera rievoca la vita del leader socialista Pietro Nenni, a trent’anni dalla scomparsa.
Fini ricorda l'ultimo scritto del politico, <em>Rinnovarsi o perire</em>: &quot;Letta trent’anni dopo mantiene intatta la sua grande
forza ideale e morale&quot;<br />

Roma - E’ necessario un incontro tra socialisti e moderati per varare le riforme ritenute indilazionabili perché l’alternativa è "rinnovarsi o perire". Non è un amarcord anni Settanta-Ottanta ma si tratta di stretta attualità politica: le riforme, appunto. E' tornato a parlarne il presidente della Camera, Gianfranco Fini, nel corso della  commemorazione dello statista socialista Pietro Nenni, avvenuta alla presenza del capo dello Stato Giorgio Napolitano. Si è parlato di Nenni e delle riforme istituzionali. Con, all'orizzonte, la possibilità di realizzarle mediante una "convergenza" tra le forze della maggioranza e quelle dell'opposizione. Non è indispensabile, aveva detto appena ieri Fini. La maggioranza può farle anche da sole. Ma, certo, trattandosi delle regole istituzionali, farle con l'opposizione (o una parte cospicua di esse) può essere utile. E importante.

"Rinnovarsi o perire" "Tutto è in questione, tutto è posto di fronte all’alternativa di rinnovarsi o perire", ha detto Fini citando una frase celebre di Nenni. Il presidente della Camera ha aggiunto che "possiamo interpretare questa frase sia come un invito, sia come un ammonimento. Certo è che, letta trent’anni dopo, mantiene intatta la sua grande forza ideale e morale". In precedenza Fini aveva citato quella "politica delle cose, con la quale Nenni tentava un incontro tra socialisti e moderati per varare riforme ritenute indilazionabili". Il presidente della Camera ha anche citato "il nesso stretto fra modernizzazione economica e quella istituzionale" ed esaltato il ruolo di uomo politico di Nenni con la sua "idea della politica come militanza e missione".