Riforme, nessun accordo tra la Lega e Veltroni

La modifica del sistema di voto messa a
punto da Calderoli prevede un proporzionale (75% dei seggi attribuito con collegi uninominali
e 25% alle liste di partito) con indicazione del premier, della coalizione e del programma con
uno sbarramento "serio" su base nazionale e uno su base territoriale

Roma - Nessun accordo sulla legge elettorale tra il segretario del Partito democratico, Walter Veltroni, e la Lega. Al termine dell’incontro a Montecitorio, il presidente dei deputati del Carroccio, Roberto Maroni, spiega che la Lega ha portato sul tavolo della consultazione una sua proposta, elaborata dal senatore Roberto Calderoli, presente all’incontro insieme al vicepresidente dei deputati Andrea Gibelli. "Non abbiamo raggiunto nessun accordo - osserva Maroni - non ci pare che la nostra proposta sia stata accolta con grande entusiasmo".

La modifica del sistema di voto messa a punto da Calderoli prevede un proporzionale (75% dei seggi attribuito con collegi uninominali e 25% alle liste di partito) con indicazione del premier, della coalizione e del programma con uno sbarramento "serio" su base nazionale e uno su base territoriale. Prevede anche un codice deontologico che impegna il governo e i partiti che lo sostengono a rispettare il programma. "Riteniamo - ha spiegato Calderoli - che questa proposta possa essere condivisa dalla gran parte della forze del parlamento. Non sarà la migliore per Berlusconi ma può ottenere il suo consenso e poi può piacere anche all’Udc perché è più vicina al modello tedesco di quanto non lo sia il Vassallum".

Calderoli ha fatto sapere di aver portato la sua proposta anche in conferenza dei capigruppo al Senato e che "il presidente Marini si è impegnato a calendarizzarla per l’aula già dalla prossima settimana o da quella successiva".