Riforme, pressing sul Cavaliere

Veltroni apre al confronto sulle riforme: &quot;Se Berlusconi vuole discutere sono disponibile a un incontro&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=221076">Napolitano: &quot;Serve il dialogo&quot;</a></strong>. Palazzo Chigi: &quot;Il Cavaliere dica sì al confronto&quot;. Bonaiuti: &quot;Non siamo mai stati contrari. La sinistra fa pressing perché è in difficoltà&quot;

Roma - Scampato il pericolo a palazzo Madama la sinistra ora apre al dialogo, almeno a parole. Lo fa con Veltroni e poi, a seguire, con D'Alema. In serata arriva anche la nota ufficiale di palazzo Chigi, con la quale si invita Berlusconi a sedersi al tavolo delle riforme. Nel consueto briefing serale, fonti della presidenza del Consiglio parlano di "considerevoli e apprezzate aperture al dialogo da parte di molte forze politiche" che, si augura Palazzo Chigi, "siano di stimolo anche per chi, in questo momento, ritiene di non volere il dialogo". Il disegno, con tutta probabilità, è presto detto: provare a mettere in difficoltà il Cavaliere sfruttando le presunte divisioni in seno alla Cdl, soprattutto in relazione alle critiche mosse da Fini dalle colonne del Corriere. Bonaiuti, portavoce del Cavaliere, denuncia il disegno della sinistra: "Sono in difficoltà e per questo vanno all'attacco contro il leader della Cdl". Una manovra diversiva, quindi. Una manovra fatta da chi ostenta sicurezza ma, in realtà, sa bene di non poter cantare troppo vittoria.

Veltroni: "Vorrei incontrare Berlusconi" Il leader del Pd è convinto che ora possa iniziare sul serio la "nuova stagione delle riforme". Per questo, spiega Veltroni, "voglio dirvi che continua il discorso portato avanti in questi mesi: è necessario creare un clima diverso, una nuova stagione politica, fondata sulla convergenza in merito ad alcune riforme che sono in parlamento".

Veltroni ricorda di avere ricevuto "anche risposte aspramente negative da parte del capo dell’opposizione, mentre da parte delle altre forze del centrodestra c’è stato un rinvio del dialogo a dopo il voto al Senato". Ebbene, è giunto ora il momento «di affrontare i nodi di fondo», partendo da due punti fondamentali: "Il governo c’è e deve continuare a lavorare; a fianco del lavoro del governo si deve aprire un cantiere di riforme".

D'Alema: "Irragionevole che Berlusconi non dialoghi" "Può il maggior partito di opposizione tenersi fuori dal dialogo sulle riforme e non prendervi parte? Io trovo che non sia ragionevole". Così il vicepremier, Massimo D’Alema, arrivando ad una tavola rotonda organizzata da Italianieuropei sulla legge elettorale, risponde alle domande dei giornalisti che chiedono se si possa aprire un dialogo sulle riforme senza Forza Italia e Berlusconi.

Bonaiuti: "Mai stati contrari al dialogo" "Noi non siamo mai stati contrari al dialogo, ma come mai negli ultimi 18 mesi solo adesso che è in difficoltà questa sinistra parla di riforme? È un pressing dovuto al fatto che le cose vanno male". Così, intervenendo ai microfoni di Radiouno, Paolo Bonaiuti replica agli appelli della maggioranza al dialogo sulle riforme. "Non si capisce poi - sottolinea il portavoce di Silvio Berlusconi - perché quando noi abbiamo fatto riforme nei 5 anni in cui eravamo al governo loro dicevano: andremo al governo per cancellare tutte queste riforme... E allora - rimarca ancora l’esponente azzurro - le riforme si fanno volentieri con chi è sincero d’animo oltre che di parole".