Riforme, rivolta dei piccoli dell'Unione

Verdi, Comunisti italiani, Italia dei Valori, Sinistra democratica e socialisti fanno fronte comune contro la legge elettorale: "Serve un chiarimento politico sulla riforma Bianco oppure blocchiamo i lavori per la Finanziaria". Il Pd: "Vertice il 10 gennaio e più tempo per gli emendamenti" 

Roma - I piccoli partiti della maggioranza - Verdi, Pdci, Italia dei valori, Sd e Socialisti - chiedono un chiarimento politico sulla legge elettorale senza il quale si rifiutano di proseguire i lavori sulla Finanziaria. Alla base della protesta la decisione di Enzo Bianco, presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, di incardinare il provvedimento e fissare per il 7 gennaio il termine per la presentazione degli emendamenti. "Chiediamo un chiarimento politico perché si è adottato un comportamento irresponsabile e irrispettoso verso la maggioranza", ha detto Mauro Fabris, Udeur, al termine della riunione di maggioranza sulla manovra che in pratica non è mai cominciata proprio per le tensioni sulla legge elettorale.

Riunione di maggioranza "A noi il termine del 7 gennaio per la presentazione degli emendamenti non va bene, abbiamo posto una questione di metodo", ha detto Titti Di Salvo, di Sinistra democratica. Seppur con diverse sfumature, tutti i partiti coinvolti nella protesta chiedono al presidente del consiglio Romano Prodi la convocazione di un vertice per sciogliere i nodi sulla legge elettorale. La riunione, che secondo quanto annunciato da Prodi avrebbe dovuto tenersi questa settimana, è stata poi rimandata sine die. Ieri Bianco ha presentato una bozza di proposta di riforma elettorale che prevede il ritorno ad un sistema proporzionale con sbarramento del 5%, un 50% di collegi uninominali e un 50% di liste circoscrizionali bloccate.

Il Pd: "10 gennaio" Dovrebbe tenersi il 10 gennaio prossimo il vertice di maggioranza sulla legge elettorale chiesto con forza dai partiti minori della coalizione. Lo dice il capogruppo Pd alla Camera Antonello Soro, conversando con i cronisti alla Camera. "L’orientamento, condiviso con il presidente del consiglio Romano Prodi, è di fissare il vertice il 10 genaio e chiedere al presidente della commissione Affari costituzionali del Senato Enzo Bianco di posticipare al 20 gennaio il termine degli emendamenti", ha detto Soro.