Riforme, An-Udc: "No alla Bianco"

No secco, da An e Udc, a qualsiasi ipotesi di accordo preferenziale tra Berlusconi e Veltroni. Intanto il Cavaliere si dice "pronto a discutere di tutto purché ci sia uno sbarramento efficace". Mastella: "Aspetto il vertice di maggioranza"

Roma - No netto alla bozza Bianco e a qualsiasi ipotesi di accordo "preferenziale" tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni. Sono i due punti di massima convergenza su cui si sono trovati oggi le delegazioni di An e Udc che si sono incontrate alla Camera. "La bozza Bianco deve essere tolta di mezzo", ha detto in modo perentorio il capogruppo al Senato di An, Altero Matteoli, precisando che "su questo punto sono molto più sereno ora di prima dell’incontro con gli amici dell’Udc, perché su alcuni punti, pur restando le nostre divergenze che ci hanno portato in questi anni anche sulla posizione referendaria, ci sono dei passi avanti che possiamo condividere".

Il dirigente di An ha chiamato poi direttamente in causa il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, annotando che innanzitutto "Berlusconi deve chiarire se l’accordo con Veltroni c’è o non c’è". A suo giudizio, infatti non si può stare la mattina nel centrodestra e la sera fare accordi con Veltroni. Per noi la Bozza Bianco non è un punto di partenza, anzi è un punto di partenza inaccettabile. Berlusconi deve chiarire". E in questo senso, il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa, ha dato ragione a Matteoli. L’onere del chiarimento sta tutto in capo al numero uno di Fi, "e il chiarimento c’è solo se si toglie di mezzo la bozza Bianco".

"Noi stiamo alla finestra aspettando che trovino l’accordo tra loro, poi ne discuteremo". Così Berlusconi riassume il suo atteggiamento sul confronto per la riforma della legge elettorale. In una lunga intervista pubblicata oggi dal Corriere della Sera, Berlusconi, convinto che della legge elettorale "alla gente non importa nulla", sul merito della riforma si limita a precisare: "A noi va bene la soluzione più semplice possibile. Siamo pronti a discutere di tutto purché si decida per uno sbarramento efficace contro l’inaccettabile frazionamento delle attuali coalizioni". L’ex presidente del Consiglio racconta anche un particolare dell’incontro avuto con il leader del Pd Walter Veltroni. "Gli ho detto testualmente: Io sono il tuo Messia perché posso liberarti dall’abbraccio mortale con la sinistra estrema".

Mastella: "Aspetto il vertice sulla legge elettorale" "Noi domani saremo in fase di ascolto, muti, andiamo solo per rispetto a Prodi, poi decideremo, ma decideremo su tutto. Decideremo se confermare l’appoggio alla maggioranza dopo il vertice sulla legge elettorale perchè per noi le cose sono legate. C’è una maggioranza se al suo interno c’è il rispetto per tutte le componenti". Lo afferma il ministro per la Giustizia Clemente Mastella, a margine di una conferenza stampa per presentare il comitato per la reintroduzione della preferenza nella lista elettorale. "Sostenere l’azione di governo - prosegue - da parte di tanti di noi, e poi sapere che con una legge elettorale gli stessi a cui dai un apporto calorico ti voglio fregare anzi 'fottere' è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Se non c’è l’idea arrogante di eliminare gli altri si può trovare la soluzione".

Salvi: "La Cosa rossa non ha una posizione comune" Cesare Salvi (Sinistra democratica) si dice "preoccupato" per lo stato dei rapporti nella Sinistra-L’arcobaleno divisa sulla legge elettorale. A margine della riunione della commissione Affari Costituzionali del Senato, Salvi osserva: "Noi crediamo in questo progetto, ma a solo un mese dagli Stati generali devo esprimere il forte rammarico che non si sia fatto alcuno sforzo per portare la sinistra su posizioni comuni. Noi classe dirigente rischiamo di dissolvere in queste controversie le speranze espresse un mese fa".