Dal rigattiere di parole: Ganghero

Uscire dai gangheri, come suggerisce il Pianigiani, crea una “graziosa similitudine tra il cervello e i cardini di una porta”

Uscire dai gangheri, come suggerisce il Pianigiani, crea una “graziosa similitudine tra il cervello e i cardini di una porta”: significa irarsi, perdere la pazienza, esattamente come il suo simmetrico Rientrare nei gangheri significa riacquistare la calma. E' ormai l'unico uso che facciamo di questa parola derivante dal greco kanchalos, che indicava la cerniera, l'anello della porta.

Per dirla con lo Zingarelli, “arpione di ferro che aggancia e rende girevole imposta di uscio, di finestra, sportello d'armadio, coperchio di cassa”. Un ganghero, metaforicamente, è anche una Giravolta, un Voltafaccia: pensare al movimento del perno nella sua sede rende perfettamente l'idea. Ganghero – anche gangherino, gangheretto – è un gancetto “per affibiare le vesti o parti di esse”.

Ecco la prima descrizione del Tommaseo, che precede anche il significato di cardine: “Due pezzetti di ferro o d'altro metallo, ciascuno piegato in mezzo a guisa di un anello, che inanellandosi insieme servono per congiungere i coperchi delle casse e degli armarii”. Oggi si chiamano anche Coppiglie o Copiglie.

Commenti
Ritratto di milan47

milan47

Sab, 24/05/2014 - 00:50

buonasera per coppiglia non si intende quel ferretto piegato in due con un anello in testa che si mette in un foro praticato in una vite e aperto in due e ripiegato su se stesso in modo che il dado non si possa sfilare? grazie per una risposta sergio biagini

Ritratto di gian td5

gian td5

Lun, 26/05/2014 - 19:18

Sig. Stefanato, complimenti per la spiegazione, per quanto riguarda la coppiglia però si documenti meglio, non ha nulla del ganghero, né la funzione né la forma.