Riggio (Enac): «Il Paese non può rinunciare al ruolo di Malpensa»

da Milano

Mercoledì a Fiumicino, Giovedì a Malpensa. Dopo il primo mattone per il Molo C del terminal romano, Vito Riggio, presidente dell’Enac - l’autorità per il volo - ha fatto visita ieri al cantiere che sta portando a ultimazione lo scalo lombardo con la terza porzione dell’edificio principale e il terzo satellite, quest’ultimo operativo dal 2010: un investimento di 450 milioni, 375 a carico della Sea e 74,5 a carico dello Stato.
Il progetto della Sea è di riordinare il traffico, destinando il terminal 2 alle compagnie low cost (dove la presenza principale è quella di EasyJet) e di trasferire i voli charter al terminal 1. «Non rinunceremo mai a Malpensa» ha detto Riggio; «un Paese serio non cambia continuamente idea. La scelta di Malpensa è strategica, è stata fatta dieci anni fa e noi dobbiamo portarla avanti».
Malpensa «è stata concepita come secondo hub» ma forse questa «è stata una scelta ambiziosa di Alitalia». Tuttavia un Paese serio non rinuncia a un progetto che riguarda l’intero Paese, al di là delle polemiche politiche». Fiducioso sul futuro dello scalo il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi. Dopo un paio di esercizi difficili (la redditività operativa è stimata in calo di 70 milioni ad esercizio), Malpensa potrà recuperare ruolo, traffico, ricavi e utili.