Rignano, bimbo-testimone: "Le bidelle ci picchiavano"

Un bambino di cinque anni e mezzo testimonia davanti alla neuropsichiatra: "I maschi venivano fatti salire sulle femmine e facevamo il gioco della puntura sul pisellino"

Tivoli - È durata poco più di due ore l’audizione al tribunale di Tivoli, in sede di incidente probatorio, di uno dei bambini presunte vittime di abusi sessuali nella scuola di Rignano Flaminio. Il bimbo, cinque anni e mezzo, avrebbe ribadito quanto già confidato prima ai genitori e poi alla psicologa nominata dal pm durante le indagini preliminari, e cioè i "giochi cattivi", le "punture sul pisellino e sul sedere", le bidelle che "mi picchiavano". E a richiesta avrebbe associato gli abusi a nomi ben precisi, quelli di quattro dei sette indagati: la "maestra Marisa" (Marisa Pucci), la "bidella Patrizia" (in realtà la maestra Patrizia Del Meglio), la "bidella Cristina" (Cristina Lunerti) e il "benzinaio Maurizio", "l’uomo nero" identificato dall’accusa nel benzinaio cingalese Kelum Weramuni De Silva.

Soddisfatta la difesa di parte civile "Il bambino - riferisce Franco Merlino - ha confermato completamente i racconti fatti già altre tre volte, sempre uguali. È un anno che questi bambini dicono le stesse cose, e da parte dei periti viene esclusa nettamente l’induzione o la suggestione. Si ritiene che il bambino racconti il vissuto". Il piccolo, secondo Merlino, è stato "lucido fino alla fine del colloquio, evidenziando una reazione migliore rispetto ai bambini sentiti prima di lui". Ora, secondo il legale, "aspettiamo le risultanze dei Ris di Messina, ma mi pare che il cerchio si stringa". Tuttavia, annuncia Merlino in contrasto su questo punto con l’avvocato Carlo Taormina, anche lui legale di parte civile, "non chiederò le misure cautelari per gli indagati, aspettiamo le decisioni della magistratura".