Rignano, a caccia di prove E i sei restano in carcere

Abusi e violenze sugli alunni della materna comunale, il giudice respinge le richieste di scarcerazione. Poche parole per il gip della Procura di Tivoli Elvira Tamburelli, ma sufficienti per rispedire al mittente l’istanza presentata dai legali dei sei presunti pedofili di Rignano Flaminio. A carico degli indagati, scrive il magistrato, anche dopo gli interrogatori di garanzia, «sussistono le esigenze cautelari» in merito alla reiterazione del reato. Nella nuova ordinanza di custodia cautelare in carcere, in particolare, si ribadiscono i gravi indizi e i riscontri già illustrati nell’ordine di cattura del 24 aprile, come il ritrovamento, nell’abitazione di alcuni indagati, di peluche e giochi riconosciuti dalle vittime nonché le dichiarazioni degli stessi bambini sui presunti abusi subìti. Per i sei, tre maestre, una bidella, il marito di un’insegnante e il benzinaio cingalese, insomma, le speranze restano affidate alla decisione del Tribunale del Riesame. Prima udienza prevista il 9 maggio, quando verrà discusso il possibile annullamento della pena restrittiva chiesto per la maestra Patrizia Del Meglio, il marito Gianfranco Scancarello (autore di programmi tv per ragazzi) e le due colleghe Marisa Pucci e Silvana Candida Magalotti. Data da stabilire, invece, per il riesame degli altri due, la collaboratrice scolastica Cristina Lunerti e l’ex gestore del distributore, Kelum Weramuni De Silva. Annullato l’isolamento (obbligatorio fino all’interrogatorio del gip), nel braccio femminile di Rebibbia le quattro donne si sarebbero incontrate più volte durante l’ora di «socializzazione».
Prosegue senza sosta, intanto, il lavoro degli investigatori a caccia di prove. In attesa dei risultati del Ris sui rilievi effettuati a ottobre in casa degli indagati, continua il lavoro affidato al perito del Tribunale, la psicologa Marcella Battisti Fraschetti. In particolare l’esperta sta valutando (e registrando) i racconti degli altri bambini che hanno denunciato le presunte violenze avvenute la scorsa primavera. Non solo. L’attenzione degli inquirenti si sarebbe spostata su fatti che vanno oltre l’anno scolastico 2005-06. Partendo dalle dichiarazioni dell’ex colf dei coniugi Scancarello fra il 1999 e il 2001, che ricorda l’arrivo imprevisto della Del Meglio con due alunne al seguito, si affaccia l’ipotesi di abusi protratti negli anni. Le altre presunte vittime sarebbero oggi alle elementari. Si scava nel passato dell’autore di Buona Domenica e sull’attività della società televisiva «Tachimava Multimedia» (trasformata poi in «Media Idea Pubblicità») di proprietà Del Meglio-Scancarello fino al 2005 quando viene messa in liquidazione. Sede legale della produzione, guarda caso, la loro abitazione di Rignano, la villa a tre minuti dall’asilo e che i bambini ricordano ancora oggi con angoscia.
E intanto questa sera una fiaccolata sotto le mura del carcere per solidarizzare con gli indagati è stata organizzata dai 600 firmatari di una petizione popolare ideata da alcuni colleghi della scuola Olga Rovere.