Rignano, la Cassazione: "Gli indagati restano liberi"

Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Santi Consolo, aveva chiesto di confermare la libertà alle maestre e agli altri indagati. E la Cassazione ha ribadito: "Il ricorso era inammissibile"

Roma - "Inammissibile" il ricorso presentato dal pm di Tivoli Marco Mansi, contro la scarcerazione dei cinque indagati per i presutni abusi sessuali sui bambini della scuola materna di Rignano Flaminio. Lo ha stabilito la terza sezione penale della Cassazione.

La richiesta del pg La decisione della Corte arriva dopo che questa mattina il sostituto procuratore generale della Cassazione, Santi Consolo, aveva chiesto che le maestre e gli indagati di abuso sessuale nella scuola Olga Rovere di Rignano Flaminio restino in libertà, confermando la decisione del tribunale del riesame che li ha scarcerati. A rendere nota la richiesta del pg era stato il professor Franco Coppi, avvocato di due indagati, uscendo dall’aula della II Sezione penale, dove si era riunita in Camera di consiglio la Cassazione per decidere se accettare o meno il ricorso del pm di Tivoli, Marco Mansi, titolare dell'inchiesta con cui si accusavano l'autore televisivo Gianfranco Scancarello, le maestre Patrizia Del Megliop, Silvana Magalotti e Marisa Pucci, e il benzinaio cingalese Kelum De Silva di aver abusato di alcuni bambini.

"E' inammissibile" In particolare, il pg Santi Consolo ha chiesto che il ricorso del pm di Tivoli, sia dichiarato "inammissibile" o, in subordine, "sia rigettato". L’inammissibilità è stata chiesta - ha reso noto l’avvocato Franco Coppi al temine dell’udienza - "in quanto il pm si è dimenticato di far riferimento alle esigenze cautelari nei confronti degli indagati: chiamiamola una svista da poco!". Il pg ha motivato la richiesta di rigettare, comunque, l’ istanza del pm Mansi giudicando "infondato il reclamo di Mansi - ha proseguito Coppi - che non ha offerto critiche persuasive alla motivazione con la quale il tribunale del riesame, lo scorso 9 maggio, aveva annullato l’ordinanza di custodia emessa dal gip nei confronti delle maestre e degli altri due indagati".

Le testimonianze dei genitori La Suprema corte è chiamata a sciogliere il nodo circa il valore da attribuire alle testimonianze dei genitori dei bimbi: dovrà cioè stabilire se possono essere considerate testimonianze dirette o "de relato". Un altro punto da affrontare sarà quello della cosiddetta "carta di Noto" (una sorta di vademecum redatto dagli esperti per attribuire il giusto valore alle dichiarazioni raccolte dai minori che si ipotizzano vittime di abusi sessuali) e di quale tipo di valore debba avere nei processi di questo tipo.