Rignano, cinque scarcerati "Non ci sono indizi gravi"

Vittoria della difesa: il tribunale del Riesame ha deciso la scarcerazione di cinque dei sei arrestati per "insusisstenza di gravi indizi". Il ricorso della bidella (la sesta accusata) sarà esaminato il 15 maggio. I legali: "Ristabilita la verità". L'avvocato dei bimbi: "Non è un'assoluzione" 

Roma - Il tribunale del Riesame ha deciso la scarcerazione di cinque dei sei arrestati nell'ambito dell'inchiesta sui pedofili nella scuola di Rignano Flaminio. Si tratta delle maestre della scuola materna Silvana Magalotti, Marisa Pucci, Patrizia Del Meglio, del marito di quest'ultima Gianfranco Scancarello e del benzinaio cingalese Kelum Da Silva. Vittoria delle difese, dunque, contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 24 aprile scorso dal gip Elvira Tamburelli per l’inchiesta sui presunti abusi sessuali compiuti ai danni di alcuni bimbi della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Gli indagati torneranno in libertà in queste ore, senza essere sottoposti ad altri vincoli. Rimane in carcere la bidella dell’asilo Cristina Lunerti che non aveva presentato ricorso insieme agli altri indagati. La sua posizione sarà esaminata il 15 maggio. Le tre maestre d'asilo hanno già lasciato il carcere di Rebibbia.

Le reazioni "Sono contento. Per la persona che assisto, la maestra Marisa Pucci, e per la sua famiglia. Ma sono felice per i bimbi oggetto delle denunce". Così l’avvocato Emilio Salustri ha commentato la notizia della scarcerazione. "In questo momento il mio pensiero va ai bambini che, finalmente si può dire, non sono stati abusati, in nessun modo", ha aggiunto il legale. "La decisione afferma un principio di civiltà giuridica e ristabilisce la verità - dice Francesca Coppi, uno dei difensori di Patrizia Del Meglio e Gianfranco Scancarello -. Aspettiamo di leggere le motivazioni del provvedimento, ma speriamo che questo contenga anche delle direttive su come vanno affrontate indagini di questo tipo". "Esprimo soddisfazione più che personale, per queste persone che sono state stritolate da questa indagine fatta con approssimazione e leggerezza e non con il rigore e la professionalità necessari in questi casi" commenta l’avvocato Giosuè Bruno Naso che con Ippolita Naso difende Silvana Magalotti, una delle maestre finite in carcere. "Questo è solo un atto interlocutorio - dice - è un'ordinanza che attiene solo a problema cautelare. Ora la parola ripassa alla procura che pensiamo cercherà di rimettere insieme i pezzi". A quanto ha appreso il legale "le scarcerazioni sono state decise per la insussistenza dei gravi indizi di colpevolezza. Questa ordinanza ristabilisce le garanzie costituzionali. Penso alle frasi dette dal procuratore della Repubblica di Tivoli quando in un’intervista disse che le ordinanze di custodia cautelare servivano per dare uno scossone ad un’inchiesta che stava languendo".

Il legale dei bambini "Non è affatto un’assoluzione, ma solo una valutazione che riguarda la legittimità delle limitazione della libertà personale degli indagati". Ettore Randazzo, legale di due dei bambini della scuola di Rignano Flaminio, circoscrive la portata della decisione del tribunale del riesame di Roma di scarcerare cinque dei sei indagati per i presunti casi di pedofilia. "Probabilmente è fondata sull’assenza di esigenze cautelari - osserva Randazzo - ma anche se riguardasse la mancanza di gravi indizi, si tratta sempre di una valutazione sommaria che viene fatta con lo studio di un paio di giorni di migliaia di carte. E non è una risposta sulla fondatezza dell’accusa".