Rignano, il gip toglie l'isolamento I legali: "Accusati estranei ai fatti"

A Rebibbia il gip di Tivoli Elvira Tamburelli e il pm Marco Mansi. Presenti i legali dei sei fermati, che protestano: "Quadro accusatorio molto fragile". Il magistrato non decide sulla scarcerazione, ma toglie l'isolamento

Roma - Sono cominciati, nel carcere romano di Rebibbia, gli interrogatori di garanzia delle sei persone arrestate il 24 aprile scorso nell’ambito dell’inchiesta della procura di Tivoli su una presunta serie di abusi che avrebbero subito 16 bambini della scuola materna di Rignano Flaminio, alle porte di Roma. Nella struttura penitenziaria (nuovo complesso della casa circondariale maschile di Rebibbia) sono arrivati il gip Elvira Tamburelli e il pm Marco Mansi, nonché tutti i legali delle persone arrestate.

I legali Alla spicciolata sono entrati i difensori dell’autore tv Gianfranco Scancarello, della moglie Patrizia Del Meglio, delle maestre Marisa Pucci e Silvana Magalotti, della bidella Cristina Lunerti e del benzinaio cingalese Kelum De Silva Weramuni. Si tratta degli avvocati Franco Coppi, Roberto Borgogno, Emilio Salustri, Giosuè Bruno Naso, Giulio Gasparro ed Ettore Iacobone.

Rinviato l'interrogatorio del cingalese È stato rinviato a domani mattina l’interrogatorio di garanzia di Kelum de Silva Weramuni, il benzinaio cingalese. A darne notizia è stato l’avvocato Ettore Iacobone. L’atto istruttorio è stato rinviato per il problema della pronta reperibilità di un interprete. "Il primo pensiero - ha detto l’avvocato Iacobone all’uscita di Rebibbia - è un atto di solidarietà nei confronti dei genitori e dei familiari dei bambini di 3 e 4 anni che sono coinvolti in questa triste vicenda. Comunque è lui il ragazzo di colore che lavorava in una pompa di benzina a Rignano Flaminio, ma non è l’uomo nero che avrebbe molestato questi bambini". In merito alla linea difensiva, il legale ha detto: "Non c’è alcun elemento di riscontro che possa mettere in collegamento il mio assistito con tutti gli altri soggetti coinvolti. Su questa carenza di materiale probatorio ci batteremo con forza andando anche davanti ai giudici del riesame".

La maestra Pucci: "Estranea ai fatti" "La maestra Marisa Pucci si dichiara estremamente estranea ai fatti che le vengono contestati" dice l’avvocato Emilio Salustri legale dell'insegnante. L’avvocato ha lasciato temporaneamente il carcere di Rebibbia in quanto l’interrogatorio di garanzia della sua assistita è stato rinviato al pomeriggio. "Le imputazioni sono gravi - ha detto il legale - e allo stesso tempo secondo noi i riscontri non esistono. Ci sono solo dichiarazioni di bambini che vengono riportate dai genitori nelle denunce che gli stessi hanno presentato alla procura. Né le intercettazioni telefoniche, né quelle ambientali hanno confortato l’ipotesi accusatoria. In ogni caso preannucio la presentazione di un ricorso al tribunale del riesame».

L'avvocato Coppi "Hanno reagito e ribadito entrambi che schifezze come quelle loro contestate non le hanno mai fatte". Lo ha detto l’avvocato Franco Coppi, a conclusione dell’interrogatorio di garanzia, nel corso del quale ha assistito Gianfranco Scancarello e Patrizia Del Meglio. "I miei due assistiti - ha aggiunto - non hanno fatto altro che ribadire quello che avevano detto a febbraio, quando erano stati interrogati sulle stesse circostanze. Ovvero che non c’entrano nulla con queste cose, non hanno tagliuzzato braccia a nessuno, non hanno distribuito sangue da bere, non hanno iniettato nulla, né somministrato narcotici. I bambini indicati quali parte offesa, poi, non facevano neanche parte della classe guidata dalla signora Del Meglio". Con riferimento all’inchiesta, il penalista ha aggiunto: "Mi sembra che il quadro accusatorio sia abbastanza fragile e soprattutto non tale da giustificare un provvedimento di tale gravità che ha provocato la distruzione della vita di due persone e della loro famiglia". Poi Coppi attacca sul metodo: "Tutte le accuse si basano su ciò che i genitori raccontano di avere saputo dai bambini e sulla relazione di una psicologa che ha ascoltato questi bambini senza peraltro registrare le loro risposte. Secondo me, si è proceduto in modo diverso da quello che viene normalmente consigliato".

L'avvocato Naso "Mi è sembrato che non ci fosse una particolare curiosità da parte del giudice di conoscere veramente la versione dei fatti dell’indagata, il che potrebbe far pensare veramente al radicamento nel suo animo di un forte pregiudizio accusatorio. Comunque la mia assistita ha respinto con fermezza le accuse che le sono state rivolte". Lo ha detto l’avvocato Giuosuè Bruno Naso al termine dell’interrogatorio di garanzia per la sua assistita, la maestra Silvana Magalotti. "La Magalotti ha ribadito che le cose non possono essere avvenute nel modo ricostruito nell’ordinanza di custodia cautelare perché non era assolutamente fisicamente possibile portare fuori dalla scuola i bambini senza che gli altri insegnanti e l’altro personale presente quotidianamente se ne accorgesse. Abbiamo fatto notare al giudice che nessuna delle sei persone indicate come persone offese era nella classe della Magalotti. Questo ha un suo significato perché per sottrarre quei bambini la Magalotti si sarebbe dovuta presentare nelle aule di altre insegnanti e portarseli via ovviamente con il consenso di quest’ultima. Senza la complicità di insegnanti, bidelli, cuoche, assistenti di sostegno non di può disporre di questi bambini".

Via dall'isolamento Il gip Elvira Tamburelli ha revocato dopo gli interrogatori di garanzia la misura dell’isolamento per i sei indagati per presunti abusi sessuali sui bambini di un asilo di Rignano Flaminio. I sei hanno affrontato oggi nel carcere romano di Rebibbia gli interrogatori di garanzia, partiti questa mattina attorno alle 10,40. In giornata, i legali della maestra Marisa Pucci, la bidella Cristina Lunerdi e il benzinaio Kelun Weramuni (quelli di Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio e Gianfranco Scancarello lo avevano già fatto ieri) hanno presentato l’istanza di revoca del provvedimento di custodia cautelare al tribunale del riesame. La decisione del tribunale, almeno secondo il legale della Magalotti, Giosuè Bruno Naso, dovrebbe giungere tra una quindicina di giorni, attorno all’8-10 maggio. Mentre si attende a giorni l’incidente probatorio ordinato dal pm Marco Mansi sull’automobile di una delle indagate: nel caso si rinvengano reperti di natura organica, si potrebbe avere un esame sul dna.