Rignano, i sei indagati restano in carcere

Il gip respinge le richieste di scarcerazione ribadendo che "sussitono le
esigenze cautelari" per la possibile reiterazione del reato. Nell’ordinanza si ribadiscono i
gravi indizi, come il
ritrovamento nell’abitazione di alcuni indagati di pelouche e le
dichiarazioni dei bambini sui presunti abusi subiti

Tivoli - Il gip del Tribunale di Tivoli, Elvira Tamburelli, ha respinto la richiesta di scarcerazione e in subordine di arresti domiciliari, per i sei indagati in relazione ai presunti abusi sessuali compiuti in danno di 16 minori alunni della scuola "Olga Rovere" di Rignano Flaminio. Il gip ha respinto le istanze presentate tra gli altri, dai difensori di Gianfranco Scancarello, della moglie Patrizia Del Meglio, di Silvana Magalotti, del benzinaio Kelum Da Silva e dell’altra maestra Marisa Pucci, e della bidella Cristina Lunerti.

Nell’ordinanza di due pagine il gip ribadisce che a carico degli indagati, anche dopo gli interrogatori che non avrebbero mutato il quadro probatorio, "sussitono le esigenze cautelari" in merito alla reiterazione del reato. Nell’ordinanza si ribadiscono i gravi indizi e i riscontri già illustrati nell’ordinanza di custodia cautelare, come il ritrovamento nell’abitazione di alcuni indagati di pelouche, di giochi, nonchè le dichiarazioni dei bambini sui presunti abusi subiti.