Rignano, al via da ieri l’esame sull’attendibilità dei bambini

Se gli psicoterapeuti daranno il via libera si potranno raccogliere le testimonianze dei piccoli. Oggi cominciano anche gli accertamenti del Ris su alcuni reperti ritrovati in casa e in un’auto degli indagati

Testimonianze valide, ricognizioni legittime, nessuna violazione della Carta di Noto. Procura di Tivoli contro Procura di Roma. Dieci pagine zeppe di critiche quelle consegnate lunedì mattina dal pm Marco Mansi alla Suprema Corte di Cassazione, per chiedere l’annullamento della scarcerazione di 5 dei sette indagati per i fatti di Rignano Flaminio. Il procuratore Mansi, che dal luglio dello scorso anno indaga sugli abusi cui sarebbero stati sottoposti gli alunni della materna comunale Olga Rovere, critica duramente le motivazioni impugnate dal Tribunale della Libertà che, il 10 maggio, ha rimesso in libertà Patrizia Del Meglio, Silvana Candida Magalotti, Marisa Pucci, Gianfranco Scancarello e Kelum Weramuni De Silva, le prime tre maestre, il quarto indagato marito della Del Meglio e, infine, il benzinaio cingalese coinvolto nella maxi inchiesta sulla pedofilia. Paradossalmente il ricorso in Cassazione non riguarda Cristina Lunerti, la bidella, scarcerata proprio su richiesta di Mansi dal gip di Tivoli Elvira Tamburelli alla luce dell’atto emesso dal Riesame, e tantomeno la settima indagata, l’insegnante di sostegno Assunta Pisani, per la quale non è stato spiccato mandato di cattura.
Dunque il pm chiede di ripristinare lo stato di detenzione per i cinque. Nel documento il pubblico ministero critica i colleghi soprattutto per aver considerato gli elementi dell’ordinanza di custodia cautelare prove dibattimentali e non indizi (gravi) di colpevolezza. Non solo. Le testimonianze dei genitori dei primi 19 bambini, secondo quanto sostiene il pm, sono da considerarsi attendibili, genuine, e non de relato. Testi diretti delle dichiarazioni delle presunte vittime di abusi sessuali.
Mansi attacca la posizione del Riesame anche per quanto riguarda il perito nominato dalla procura di Tivoli, la psicologa Marcella Battisti Fraschetti. Per il collegio dei giudici romani presieduto da Bruno Scicchitano l’esperta non avrebbe rispettato le norme contenute nel trattato che riguarda il modo di «interrogare» le presunte vittime di violenze sessuali. In particolare tralasciando di videoregistrare (nei primi 4 casi esaminati) i colloqui con i minori. Per il pm la stessa Carta di Noto «prevede le registrazioni solo quando possibile». E, secondo la Fraschetti, i primi bambini erano riluttanti all’idea di vedere una telecamera. L’esperta, inoltre, avrebbe effettuato le ricognizioni sui posti descritti dai testimoni in quanto necessario per verificare lo stato dei luoghi per poi contestualizzare le dichiarazioni stesse. Sbagliato, quindi, secondo Mansi, accusare la Fraschetti di essere andata oltre il suo ruolo. Altro punto del ricorso riguarda il mancato riscontro di segni indicativi di abuso durante gli accertamenti pediatrici eseguiti al Bambin Gesù. Una lacuna, sempre secondo il pm, spiegata dal tempo eccessivo trascorso fra gli abusi e le visite mediche. Per il pm, infine, il Riesame avrebbe banalizzato, e non dato il giusto peso, alla presenza di benzodiazepine (forti ansiolitici) rilevate sui capelli due bambine. Indizio che confermerebbe, in parte, lo stato di sonnolenza riscontrato negli alunni al termine della giornata scolastica.
Reazioni, ovviamente, nella cittadina a nord della capitale sempre più divisa fra innocentisti e colpevolisti. I legali delle famiglie, dal canto loro, condividono l’iniziativa del pubblico ministero «anche perché l’ordinanza del Tribunale del Riesame - sostengono gli avvocati Franco Merlino e Antonio Cardamone - sembra censurare quella del gip solo per quanto riguarda le motivazioni formali alla base del provvedimento cautelare». «L’ordinanza del Riesame - aggiungono i due penalisti - è molto contraddittoria nella valutazione dell’intensità e nella gravità degli indizi che a nostro avviso hanno una consistenza maggiore rispetto a quella ritenuta dai giudici».
Ieri, intanto, sono cominciati gli «interrogatori» da parte di tre psicoterapeute sul gruppo alfa, composto dai primi 4 bambini su un totale di 19. Audizioni protette, all’Istituto di Neuropsichiatria infantile dell’università «La Sapienza», che dovranno stabilire se i racconti dei piccoli possono essere considerati attendibili. Solo in caso affermativo, successivamente, gli stessi saranno ascoltati dal gip di Tivoli in fase di incidente probatorio, e le loro testimonianze potranno essere portate in aula nell’eventualità di un processo. Domani, infine, cominceranno gli accertamenti scientifici affidati ai carabinieri del Ris di Messina sui reperti sequestrati e sulle tracce biologiche rilevate in casa Scancarello e nell’auto della Pucci.