Rignano, oggi il nuovo esame in Cassazione

Torna in aula l’inchiesta sui presunti abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio. Si svolgerà oggi davanti alla terza sezione penale della Corte di Cassazione l’udienza a porte chiuse per discutere il ricorso presentato dal pm della Procura di Tivoli, Marco Mansi, contro le scarcerazioni disposte dall’ordinanza del tribunale del Riesame di Roma il 10 maggio scorso. Con quel provvedimento erano tornati in libertà cinque indagati finiti in carcere lo scorso 24 aprile: le maestre Marisa Pucci, Silvana Candida Magalotti e Patrizia Del Meglio, il marito di quest’ultima e autore televisivo Gianfranco Scancarello e il benzinaio cingalese Kelum Weramuni De Silva. Per il Riesame, gli indizi di colpevolezza a loro carico «pur sussistenti», erano comunque «insufficienti e contraddittori», al punto da non giustificare una misura cautelare.
Diversi gli aspetti sottolineati dal pm Mansi nel ricorso, tra cui il fatto che le testimonianze dei genitori dei bambini presunte vittime delle violenze sono da considerare come attendibili, valide e non de relato, cioè basate solo sull’osservazione di un comportamento anomalo dei piccoli. Mansi contesta anche la valutazione da parte del tribunale del Riesame degli elementi presentati a corredo dell’ordinanza di custodia cautelare, come prove dibattimentali e non come indizi di colpevolezza. Inoltre, le critiche mosse alla scelta della consulente Marcella Battisti Fraschetti avrebbero impedito agli stessi giudici di valutare serenamente il suo operato. Quanto alla mancanza di segni di abusi sui bambini, Mansi ha sostenuto che questa può essere spiegata dal tempo trascorso tra le presunte violenze e gli accertamenti medici. Infine, per il pm, il Riesame avrebbe sottovalutato la presenza di benzodiazepine sui capelli di due bambine, sostanze che invece a suo dire proverebbero la somministrazione di tranquillanti. Se la Cassazione dovesse confermare la decisione del Riesame, comunque, l’indagine del pm di Tivoli andrebbe avanti. Sono infatti diciannove i bambini per i quali è in corso l’incidente probatorio, mentre la prima parte dell’inchiesta, che aveva portato all’incarcerazione dei cinque indagati, era relativa solamente ai casi di sei minori.