Rignano, il pm: incidente probatorio su 19 bimbi

Nuovo capitolo nella vicenda dei presunti abusi sessuali sui bimbi della materna Olga Rovere. Se il gip darà parere favorevole i 19 piccoli verrano intervistati poi si procederà con i confronti all'americana. Contrarie le difese dei sei indagati

Roma - La procura di Tivoli ha chiesto al gip di fissare l’incidente probatorio che consenta di cristallizzare le dichiarazioni di una ventina di bimbi della scuola materna "Olga Rovere" di Rignano Flaminio, vittime di presunti abusi sessuali. L’atto, che era stato sollecitato soprattutto dai difensori delle famiglie che avevano denunciato un giro di pedofilia ai carabinieri della compagnia di Bracciano, è stato notificato agli avvocati degli indagati. Se il gip Elvira Tamburelli dovesse dare parere favorevole all’istanza presentata dal pm Marco Mansi, sarà nominato un consulente che accerti, a livello psicologico, se i bimbi siano in grado di sottoporsi "utilmente" all’atto istruttorio. In caso positivo, i minori saranno intervistati e poi chiamati a riconoscere gli indagati, ovviamente con tutte le cautele del caso.

La difesa si oppone I legali delle maestre Marisa Pucci, Silvana Magalotti, Patrizia Del Meglio, del marito di quest’ultima Gianfranco Scancarello e del benzinaio cingalese Kelum Da Silva (arrestati il 24 aprile e scarcerati il 10 maggio su decisione del tribunale del riesame di Roma) hanno tempo due giorni per presentare le proprie controdeduzioni. L’orientamento generale delle difese, comunque, è quello di opporsi alla richiesta del pm perchè le interviste ai bimbi sarebbero prive di ogni garanzia di attendibilità: i minori sarebbero stati condizionati e influenzati dai propri genitori e la versione dei fatti che verrebbe riferita al gip non sarebbe quindi genuina. Nei confronti della Del Meglio, inoltre, gli inquirenti hanno disposto l’effettuazione di una nuova ispezione corporale: sarebbe la terza da quando la maestra è finita sotto inchiesta.

Come funziona l'incidente probatorio I bambini non vedranno il giudice, né le parti e neppure i loro genitori. Né comunicheranno mai direttamente con loro, ma sempre con l’ausilio di un esperto, solitamente uno psicologo, che sarà l’unico adulto che vedranno e che parlerà con loro. Sono le regole che valgono in tutti i casi in cui l’incidente probatorio, e cioè l’assunzione di una prova irripetibile durante le indagini preliminari, in questo caso più testimonianze, riguarda un minore di 16 anni.
L’audizione protetta avviene in una stanza divisa in due da uno specchio unidirezionale: da una parte ci sono il bambino e uno psicologo (o in alternativa uno psichiatra o un neuro-psichiatra infantile); dall’altra il giudice, il pm, i difensori, i genitori del piccolo e, se lo vogliono, gli indagati. Per effetto dello specchio, bambino e psicologo non vedono chi c’è dietro il vetro riflesso, mentre vengono visti da tutti quelli che sono dall’altra parte.
A porre le domande al minore è dunque solo lo psicologo, con il quale giudice e parti comunicano attraverso un citofono. E l’intero interrogatorio viene video-registrato. Il bambino viene innanzitutto informato dallo psicologo, del proprio ruolo, delle ragioni per cui si trova lì e di chi c’è dall’altra parte dello specchio.