Rignano, scontro sui racconti dei bimbi

I legali delle famiglie: l’alunna ascoltata da magistrati e psicologi ha mimato i "devastanti giochi" sessuali subiti. La replica dei legali delle maestre: "Abbiamo ascoltato solo fantasie, la piccola ha persino detto di essere stata nel “castello cattivissimo” ieri sera"

da Tivoli (Roma)

Una manina che scarabocchia su un foglio. Due occhioni spaesati. Addosso un vestito elegante, rosa e bianco. Ha cinque anni e un mese la prima bimba ascoltata come testimone durante l’incidente probatorio dell’inchiesta sui presunti abusi sessuali nella scuola materna di Rignano Flaminio.
Al tribunale di Tivoli, è stata allestita una stanza apposta per lei, con giochi, tavolini colorati, pastelli, in modo che si sentisse un po’ più a suo agio. Al suo fianco, ieri, c’era la consulente del gip, la neuropsichiatra infantile Angela Gigante, che l’ha assistita e le ha rivolto le domande del giudice e degli avvocati, collegati in audio- video da un’altra stanza del tribunale, dove c’erano anche mamma e papà. I genitori della piccola, durante l’audizione, sono entrati e usciti più volte dall’aula, perché «troppo duro» assistere a quei racconti.
La bimba, secondo quanto riferito dall’avvocato Carlo Taormina, legale di parte civile, «ha confermato le accuse», ha poi ricordato i giochi fatti nel «castello cattivissimo» e ha citato esplicitamente due sue maestre che vi avrebbero partecipato: «Patrizia e Marisa», definendo quest’ultima «la strega del castello», ma anche «una maestra della scuola buona». Con loro, ci sarebbe stato anche «Maurizio» - non ancora ben identificato - potrebbe essere una persona anziana, descritta da più bambini anche in alcuni particolari intimi o l’immigrato dello Sri Lanka, Kelum Weramuni De Silva, che figura fra i sette indagati. La bambina ha poi descritto i giochi: quello «della tigre», in cui le avrebbero messo un guinzaglio al collo facendola girare intorno a un tavolo; quello «della piscina», dove i bambini si spogliavano con le maestre «Marisa, Patrizia e con Maurizio». E «quello del peluche» strofinato sulle parti intime. La bimba avrebbe addirittura ripetuto il gesto.
«Ha mimato giochi che sono devastanti, con un impatto duro per chi ha ascoltato - ha commentato l’avvocato Franco Merlino, legale di parte civile - Ora gli abusi non sono più presunti. Si è cercato di dimostrare il complotto contestando anche il lavoro dei periti, ma oggi sono stati descritti luoghi e persone specifiche». Eppure, nell’audizione, sarebbero emerse anche delle «incongruenze», lo sottolinea l’avvocato Franco Coppi, difensore della maestra Patrizia Del Meglio e del marito, l’autore tv Gianfranco Scancarello: «Abbiamo sentito cose fantasiose, compreso che la bambina è stata ancora ieri sera nel castello cattivissimo». Per le famiglie delle presunte vittime «ieri» sarebbe «un tempo ormai passato». L’avvocato Coppi ha poi aggiunto: «Mi auguro che prima o poi diventino pubblici i filmati di queste audizioni, così ciascuno potrà valutare da sé le incongruenze di tutta questa vicenda». «Una recita a soggetto - gli ha fatto eco l’avvocato Giosué Naso, difensore della maestra Silvana Malagotti -. Stiamo perdendo molto tempo e denaro a scapito di questi bambini che pagano un prezzo altissimo».
La bimba, in braccio ai suoi genitori, ha lasciato il palazzo di giustizia di Tivoli, da un’uscita secondaria, scortata da una volante della polizia. Lunedì prossimo, la stessa prova toccherà a un’altra bambina, di quattro anni, giudicata in grado di testimoniare.