Rigoletto agli Arcimboldi «La lirica apre ai giovani»

Ritorno al futuro per gli Arcimboldi ovvero, con le due serate che vedranno in scena giovedì e sabato il Rigoletto di Verdi, il grande melodramma si riaffaccia nel teatro concepito dieci anni orsono proprio per ospitare la lirica «sfrattata» dal Piermarini in restauro. Poi fu un succedersi di cartelloni trasversali dove pop, prosa, musical e jazz si alternarono alla stagione dei concerti della gloriosa orchestra dei Pomeriggi Musicali. Ma ora, proprio in occasione del decennale della sala progettata da Gregotti, la Fondazione dei Pomeriggi presieduta da Riccardo Bertollini rilancia la tradizione operistica e lo fa proprio con un’opera di Verdi, come era stato nel debutto della Traviata nel lontano gennaio del 2002. Stavolta sul palcoscenico ci sarà un’opera prodotta dal Circuito Lirico Lombardo con un magnifico allestimento e un importante cast artistico: il Maestro Marco Guidarini, esperto conoscitore della produzione verdiana, il regista e scenografo Massimo Gasparon, allievo di Pier Luigi Pizzi, e un cast di interpreti giovani ma già affermati sulla scena internazionale. Alle loro abilità si aggiunge l'esperienza dell'orchestra I Pomeriggi Musicali, chiamata a dar prova di bravura in una delle opere più conosciute e amate; in una delle opere più importanti del nostro patrimonio culturale. Solo un esperimento? «Affatto - dice Bertollini, nominato quest’anno ai vertici della Fondazione Pomeriggi musicali, istituto concertistico orchestrale costituito dalla Regione Lombardia, dal Comune e dalla Provincia di Milano. «In realtà - dice - l’obbiettivo è quello di provare a restituire gli Arcimboldi alla sua vocazione originaria, aprendo la lirica anche alle nuove generazioni che sono generalmente precluse alla stagione della Scala e in Italia soffono anche di una scarsa educazione musicale. Grazie al Circuito Lirico prodotto dalla Regione Lombardia abbiamo invece la possibilità di accedere ad un programma di opere che calcano le scene dei maggiori teatri di tradizione e proporre importanti melodrammi anche ai giovani a prezzi più che accessibili». Il progetto lirica fa parte di un piano più ampio messo a punto dalla Fondazione dei Pomeriggi Musicali finalizzato a diversificare l’offerta mantenendo alta la qualità nonostante i pesanti tagli. «Per le sostenere le stagioni del Dal Verme e degli Arcimboldi - dice Bertollini - abbiamo avviato un progetto di autofinanziamento per sviluppare servizi aggiuntivi allo scopo di trasformare i teatri in luoghi che abbiamo una continua offerta culturale e di accoglienza. Ma non solo. Stiamo studiando strategie di marketing che possano attrarre eccellenze private nei settori moda, design e finanza». Già attualmente il Dal Verme affianca a un programma di circa cento concerti l’anno una serie di eventi congressuali affidati a privati. «La musica colta - dice Bertollini - resta l’offerta principale del teatro dove prossimamente la Fondazione svilupperà nuovi sistemi di offerta al pubblico, con pacchetti volti ad allargare il target. Nei piani c’è però anche quello di aprire ad altri eventi culturali, come arte e letteratura: a novembre, ad esempio, il foyer ospiterà opere provenienti dal padiglione italiano della Biuennale di Venezia». Ma i riflettori restano puntati sulla lirica, che punta a far tornare gli Arcimboldi «una delle più grandi piazze per la lirica in Italia in assoluta coerenza con la missione che I Pomeriggi hanno voluto assegnargli: essere un teatro popolare di qualità. Un teatro - conclude Bertollini - che sappia far uscire la cultura dalla torre d’avorio ed essere restituita al tempo libero di tutti».