Un «Rigoletto» metafisico

Manichini senza volto, fantocci che popolano un sogno muto, oltre il tempo, oltre la realtà, oltre la materialità. Un «Rigoletto» metafisico che trasforma in presenze oniriche tutti, dai cortigiani «vil razza dannata» al duca, libertino dissoluto che esce indenne da ogni malefatta, dal gobbo «esternamente deforme e ridicolo, ed internamente appassionato e pieno d'amore» alla candida Gilda, vittima innocente di una catena di eventi crudele e inesorabile. L'opera verdiana è andata in scena ieri sera a Varese Ligure in Piazzetta Fieschi (repliche domani, il 9, 11, 13, sempre alle 21), trasformando il caratteristico borgo rotondo in un mondo senza vita, dominato dal silenzio e dall'assenza di forme. «Allestire un'opera lirica a Varese Ligure è sempre una scommessa - sostiene Canzio Bucciarelli, regista e direttore d'orchestra, che con lo scenografo Mario Rocca ha realizzato la 24ª edizione di lirica varesina - una "sfida" che accomuna regia e scenografia nel tentare di coniugare le esigenze della storia con lo spazio naturale del Borgo, con le particolari condizioni del palcoscenico en plein air». L'allestimento coinvolge un valido cast di giovani artisti accompagnato al pianoforte dal varesino Emanuele Delucchi: Ivan Marino (Rigoletto), Andrea Cesare Coronella (Duca di Mantova), Scilla Cristiano (Gilda), Marco Pauluzzo e Carlo Tallone (Sparafucile), Anastasia Boldyeva (Maddalena). Costo del biglietto, € 22 intero, € 10 ridotto.