Il Rigoletto pop agli Arcimboldi di Milano

Il circuito lirico lombardo alza il sipario della stagione con "Rigoletto" al Teatro degli Arcimboldi della Bicocca (progetto dell'architetto Vittorio Gregotti) e dopo la Traviata del 2002, è la volta di un altro grande melodramma di Giuseppe Verdi proprio nel decennale dei festeggiamenti del Maestro di Busseto.

Il Circuito Lirico, i Pomeriggi Musicali, la Regione Lombardia hanno voluto unire le loro forze perchè quest'opera venisse rappresentata a Milano, la città dove Verdì abitò e dove ebbe la sua vera casa tra Piazzetta Belgioioso e il Grand Hotel et de Milan.

Ieri sera a prezzi calmierati il regista Gasparon ha riportato il melodramma di Verdi agli splendori piermariniani compiendo così la trilogia del Maestro; dopo la Traviata diretta da Muti, uno spettacolo che la Scala scelse nel 2002 per portare il Teatro per eccellenza alla Bicocca in occasione del restauro dell'edificio in piazza della Scala, un'ospitalità che durò fino al 2005 e va ricordato anche con un epilogo operistico nel 2006 (solo dei Pomeriggi Musicali), un Barbiere di Siviglia di Paisiello con la regia di Andrèe Ruth Shammah.

In questa versione di gran livello - su libretto di Francesco Maria Piave - non solo la regia, ma anche le scene e i costumi sono di Massimo Gasparon che dopo il suo "Ballo in maschera" a Parma ha voluto lavorare a un "Rigoletto"singolare ambientato a Mantova nel Rinascimento senza tralasciare il legame con Venezia. Va detto che il regista è veneziano e la prima del Rigoletto si svolse nel 1951 alla Fenice, nella sua città natale e a due passi dalla sua abitazione, anche per questo pare che si sia ispirato a Tiepolo per i colori dei costumi e a Veronese per certe scene allegoriche come quelle dei "banchetti". La sua collaborazione con Pier Luigi Pizzi lo ha certamente condizionato per le scene come lo scenario delle feste suntuose tenute a Mantova a Palazzo del Duca, dove la corte era un finzione tra il divertimento e la realtà. Ma anche "Rigoletto è una maschera, la verità è che la sua vita è legata a Gilda, la figlia prediletta che alla fine lo soccomberà", spiega Gasparon.

Così il capolavoro di Verdi ha toccato le scene, meno da santuario ma altrettanto belle del teatro della Bicocca, diretto da Marco Guidarini con alle spalle un Donizzetti di tutto rispetto e con un cast di cantanti affermati anche se abbanstanza giovani tra i quali emergono Piero Pretti nelle vesti del Duca di Mantova, Ivan Inverardi (Rigoletto), Irina Dubrovskaja nel personaggio di Gilda.

Tra l'orchestra il violoncellista Marco Guidarini che conosce nei dettagli perchè l'ha diretta in Canada e al Metropolitan di New York. Il bel canto e la bella regia hanno conquistato la platea.

La replica sabato sera alle 20,30 con biglietti da 20 a 60 euro. Per prenotare tel. al n. 02.641142212.