Un rigore condanna la Juve ma la Juve condanna l’arbitro

Sarebbe da dire, clamoroso al «Granillo». Calciopoli ha rivelato che una volta allo stadio calabrese l’arbitro Paparesta fu chiuso nello spogliatoio da Luciano Moggi dopo un arbitraggio contestato dai bianconeri. Stavolta Dondarini non fa la stessa fine, ma le polemiche scoppiano e sono furiose.
Tutta colpa di quel rigore assegnato nel finale alla Reggina (tra l’altro il primo a favore in questo campionato) e molto contestato dai bianconeri - sforbiciata di Sissoko, all’esordio da titolare, in area che colpisce Amoruso che arriva da dietro -, ma soprattutto di quelli non concessi (almeno quattro gli episodi dubbi, netto il fallo subìto da Sissoko).
Il fischietto di Finale Emilia finisce poi la partita in confusione piena, dimenticandosi quaranta secondi extra concessi dopo le discussioni sul penalty ed espellendo Cristiano Zanetti, colpevole di aver scalciato Amoruso, che dovrà saltare il derby con il Toro. Insomma, una serata da dimenticare per l’arbitro e inevitabili torneranno le polemiche.
I veleni di un match finito male accrescono il rammarico per la mancata operazione sorpasso sperata dalla Juve. Il guizzo di Del Piero (con la complicità del portiere) che raddrizza il match a metà ripresa stavolta non basta. Le assenze (pesanti) di Ranieri penalizzano e non poco la formazione bianconera. Uomini come Iaquinta e Trezeguet, oltre che Buffon (il suo sostituto, l’ex Belardi, tredici anni a Reggio Calabria, fa quasi da spettatore), non si possono regalare nemmeno a una squadra di scarsa qualità tecnica come la Reggina.
E la Juve infatti soffre soprattutto nel primo tempo i calabresi, va sotto nell’unico vero pericolo creato (casualmente) alla porta di Belardi, poi assedia la Reggina nella ripresa ma trova solo il gol del capitano, aiutato dalla papera di Campagnolo, bravo invece su Camoranesi e Zanetti.
Partita perfetta della Reggina nel primo tempo. I calabresi tengono il ritmo basso, pressano a centrocampo (Barreto non fa ragionare Zanetti) e mettono in difficoltà la difesa bianconera con il movimento di Brienza. Proprio lui, sul filo del fuorigioco, sfrutta l’involontario assist di Cirillo, che «cicca» completamente il tiro in porta.
Dopo lo svantaggio, la Juve mostra finalmente un po’ di gioco e protesta per la prima volta un contatto sospetto in area con Nedved «abbracciato» da Valdez. È il primo segnale di un monologo juventino che arriva puntuale nella ripresa. Dopo il rigore negato a Sissoko, il gol di Del Piero è il giusto premio per gli attacchi bianconeri. Poi le proteste per i tocchi di mano in area e il finale incandescente con il penalty contestato.