«Rigore e disciplina, ma in quel collegio ho imparato a vivere»

«Quei pomeriggi passati a suonare il pianoforte non li dimenticherò mai. Così come mi porto nel cuore la stanza di Napoleone dove ho avuto il privilegio di dormire per cinque anni». Questi i ricordi dell’adolescenza di Francesca Colombo, segretario generale del festival Mito e membro della Fondazione Scala, allieva del liceo linguistico dell’educandato statale Emanuela Setti Carraro dalla Chiesa, conosciuto in tutta Milano come Collegio delle fanciulle. «Del collegio mi ricordo solo cose positive. La preside Amelia Pavan mi diede la possibilità di frequentare il Conservatorio, a due passi dal collegio, dove studiavo pianoforte, e di frequentare le lezioni al liceo linguistico all’educandato. Non solo, ebbi lo straordinario privilegio di poter suonare uno Steinway&Son, strumento eccezionale». Il collegio, che ha sede a palazzo Archinto in via Passione 12 fu fondato esattamente duecento anni fa, il 19 settembre 1808, da Napoleone Bonaparte.
Ricordi di un’adolescenza felice e fuori dal comune: «Alla sera facevo jogging nel meraviglioso parco del palazzo - sono solo due in tutta Milano i giardini all’inglese, l’altro è a Villa Reale in via Palestro - difficile dire qual è il ricordo più bello, sono stati cinque anni che mi porto nel cuore. Sono cresciuta immersa nella bellezza, dalle sale affrescate dell’edificio ai musei che visitavamo. Ho imparato il rigore e la disciplina, valori che mi hanno aiutato non solo a diplomarmi al Conservatorio e a vincere il concorso nazionale di musica, ma che mi hanno accompagnato per tutta la vita».
Dall’educandato sono passate altre milanesi eccellenti come il sindaco Letizia Brichetto Arnaboldi Moratti e il presidente di Assolombarda Diana Bracco. «Sono passati quarant’anni - ricordava qualche tempo fa al Giornalec Luisa Cogliati, professoressa del liceo classico frequentato dalla Moratti - non è facile conoscere una persona a 18 anni e stimarla per tutta la vita. Letizia capiva tutto, aveva i piedi per terra e non si metteva mai in mostra. Aveva la capacità di saper ascoltare, di capire chi aveva di fronte e di trarre conclusioni ragionevoli. Come oggi non frequenta i salotti mondani, in classe non parlava mai per esibirsi. Era riflessiva e mai prevaricatrice. E poi crede nel valore della cultura».
Sono usciti dall’educandato, ora aperto anche ai maschi per le elementari e le medie, anche avvocati, ingegneri, medici, chirurghi, giudici e avvocati.
Così come a una grande donna è stato intitolato nel 1986 il Collegio, Emanuela Setti Carraro, crocerossina e moglie del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, con cui perse la vita nell’attentato del 3 settembre 1982.