Il rigore e l’enigma dell’arte

Tra i protagonisti della Nuova Scuola Romana negli anni Sessanta, Sergio Lombardo ha mantenuto costante la sua linea di ricerca, facendo del dialogo con il pubblico l’asse portante di un’arte complessa e provocatoria. Complessa perché si cimenta con la matematica, con la costruzione di una struttura scientifica rigorosa e impenetrabile al primo sguardo. Riducendo al minimo la propria soggettività Lombardo lascia pieno spazio a quella dell’osservatore, inducendo in lui una reazione che diventa evento artistico. È un percorso a ritroso che aiuta a identificare questo filo rosso la retrospettiva pittorica in tre tappe dell’artista romano allestita dalla galleria De Crescenzo & Viesti fino al 30 settembre e curata da Miriam Mirolla: accolgono il visitatore le recenti mappe «stocastiche», superfici organizzate in geometrie irregolari che funzionano da stimoli visivi casuali. Davanti a queste mappe ognuno sarà sollecitato a completare il processo creativo, rintracciando nelle forme «la propria realtà percettiva». Per sondare la risposta del pubblico all’invito è stato approntato un questionario dal quale si cercherà di capire quali combinazioni cromatiche rendano un medesimo insieme di forme più gradevole. Nella sala successiva si retrocede ai monocromi, nati, tra il ’58 e il ’61: griglie ordinate di rettangolini di carta su tela, verniciate con smalto industriale, vicine a un automatismo che annulla l’intervento artistico e apre scenari di libera interpretazione. Vicini alla pop art i noti «gesti tipici» che concludono l’itinerario: dipinti in bianco e nero le cui ombre in atteggiamento autoritario di Nikita Krusciov, Charles De Gaulle, J. F. Kennedy, incutono nei visitatori un senso di soggezione e di familiarità al contempo.
Via del Corso 42. Info: 06.36002414