Rigore fantasma salva il Messina

Alessandro Santarelli

da Livorno

Un clamoroso errore dell'arbitro Rosetti alla mezz’ora della ripresa, che concede un rigore per un fallo di mano di Galante, ampiamente fuori area, spiana la strada al pareggio del Messina, arrivato al 94’ nuovamente con un penalty decretato per un presunto intervento ancora con la mano, stavolta di Grandoni. Ha molto da recriminare il Livorno, che pur non giocando bene, era riuscito a passare due volte, grazie alla doppietta di Cristiano Lucarelli, favorito prima da un palese errore del difensore iraniano Razaei, e poi da una deviazione di Floccari su un calcio di punizione dal limite. Livorno e Messina si sono presentate in campo largamente rimaneggiate. Amelia, bloccatosi nel riscaldamento, dà via libera all'esordiente Acerbis.
Il Livorno, che sta attraversando un momento tutt'altro che facile, ha avuto il merito di spingere di più, anche se a lunghi tratti senza idee concrete. Così, le due reti arrivate nella ripresa, sono sì la conseguenza di una netta supremazia territoriale, ma anche dell'imbarazzante errore di Rezaei, che ha tolto il pallone dalle braccia di Storari, e della fortuna in occasione del calcio di punizione, che però Lucarelli si era guadagnato con una pregevole serpentina in mezzo ai difensori giallorossi. A partita ormai conclusa, è salito in cattedra l'arbitro Rosetti, fino ad allora quasi impeccabile nella sua direzione. Il primo rigore assegnato al Messina, ha dell'incredibile, con il fallo di mano di Galante, avvenuto almeno 2 metri fuori dall'area. Nulla la collaborazione del guardialinee Ivaldi che era proprio in linea con l'azione. Fa discutere anche il secondo penalty, con Grandoni che lamenta una spinta ai suoi danni prima del fallo di mano. In entrambe le occasioni, freddo e preciso si è dimostrato Di Napoli, autore di tutti e due gol dei siciliani dagli undici metri.