Rijkaard in fuga, Capello richiama Cassano

L’olandese lascia a fine stagione. Ipotesi Van Basten. Don Fabio fa retromarcia

Fosse un film di Almodóvar, si intitolerebbe «Allenatori sull’orlo di una crisi di nervi». Frank Rijkaard accusato di essere una «cattiva persona», Fabio Capello che ogni settimana si inventa una nuova retromarcia. Tutto ciò nonostante siano uno primo e l’altro terzo nella Liga spagnola.
L’olandese, che a Barcellona ha vinto due campionati e una Champions, quest’anno vive una stagione travagliata e sarebbe in procinto di lasciare la Catalogna. Secondo tutta la stampa iberica, Rijkaard avrebbe già deciso di trasferirsi a fine stagione, grazie a una clausola che gli consentirebbe di rescindere unilateralmente l’accordo con il club azulgrana prima della scadenza nel 2009. La società non sembra aver intenzione di trattenerlo con le cattive ed è dunque facile che l’allenatore originario del Suriname dica presto adios a Ronaldinho & Co.
Una voce che giunge alla vigilia dell’atteso scontro tra la capolista e il Valencia (prossimo euroavversario dell’Inter) e che - secondo Mundo Deportivo -, potrebbe causare un esodo di campioni: molti giocatori sono infatti legati al tecnico, come Xavi, che lo ha pregato di non lasciare la panchina. La recente lite con Eto’o, però, sarebbe stata decisiva. Dalla Spagna si ipotizza un suo arrivo al Milan al posto di Ancelotti, ma pare più probabile che Rijkaard possa prendersi un anno di pausa. Il suo posto a Barcellona dovrebbe essere comunque preso da uno tra Marco Van Basten (ct dell’Olanda) e Bernd Schuster (ex giocatore del Barça e ora tecnico del Getafe).
Se Rijkaard sembra pregustare un ritorno a San Siro, Capello invece non sa più a che santo votarsi. Dopo essere stato «graziato» da San Beckham domenica scorsa contro la Real Sociedad (gol alla prima convocazione dopo il riposo forzato impostogli), ora Capello cerca un nuovo miracolo con Cassano: «Si sta allenando e sta recuperando - ha dichiarato -. Quando sarà in forma, come è successo con Beckham, potrà tornare in squadra».
Una nuova inversione di marcia, per Capello. Uno che da «sergente di ferro» oggi rischia di fare indigestione a forza di rimangiarsi la parola. Alla luce dei risultati non esaltanti e del buon debutto di Ronaldo in rossonero, gli ostracismi lanciati da Capello contro Beckham, il Fenomeno e Cassano appaiono ora frettolosi e capricciosi. E se il brasiliano ormai è perso e lo Spice Boy recuperato, perché non provare a reintegrare anche il Talentino di Barivecchia? E pazienza se il rischio è quello di apparire sempre meno coerente e sempre più in balia del risultato. La sua difesa? «Sono un uomo libero che decide con la sua testa»: la stessa testa che, qualche settimana fa, gli aveva consigliato di depennare tutti dalla prima squadra in un accesso di onnipotenza. Chissà come si dirà «ho sbagliato» in spagnolo?