Rijkaard resta in Barça, Capello perde il Real

L’olandese: «Da qui non mi muovo». Il presidente Calderon: «Don Fabio a Madrid fino a giugno, poi arriva Schuster»

Aurelio De Laurentiis ha confermato Edy Reja sulla panchina del Napoli il prossimo anno anche in caso di serie A. Didier Deschamps invece ha più certezze di promozione e meno di restare alla Juve. Tutto normale, le panchine sono l’emblema del calcio che sclera. Ottmar Hitzfeld, allenatore del Bayern Monaco prossimo avversario Champions del Milan, a pochi giorni dall’ottavo con il Real Madrid aveva confessato di non poterne più: «Qui a Monaco puoi solo vincere, lascio, a fine stagione vado a fare l’opinionista televisivo». Poi ha fatto fuori il Real e ci ha ripensato, anzi, ha rinnovato. L’abbandono di Hitzfeld non avrebbe dato il via al giro di allenatori ma serve per capire quanto sia fantasioso prevedere chi guiderà le grandi d’Europa nella prossima stagione.
José Mourinho se non vince la Champions lascia Stamford Bridge. Il patron del Chelsea Roman Abramovich non lo riceve da prima di Natale, anzi lo evita. Fino a pochi giorni fa il più accreditato a ereditarne la panchina era l’olandese Guus Hiddink attuale ct della Russia, parcheggiato lì dal miliardario russo. Ma Hiddink, circa un milione e mezzo l’anno di ingaggio, ha preferito la dolce Russia agli isterismi londinesi che gli avrebbero fatto raddoppiare lo stipendio. Anche Marcello Lippi si dice pronto a prendersi un altro anno di pace: «La panchina non mi manca, me la godo - ha confessato -. Non è detto che debba ricominciare per forza quest’anno». Le ultime voci lo danno proprio sulla panchina del Chelsea, con Vialli secondo. L’improbabile scenario è stato letto a questo modo: Vialli interprete di Lippi a Londra. Luca Vialli al Chelsea qualcosina ha vinto negli anni in cui ha svolto il doppio ruolo di giocatore e manager, difficile accetti di tornarci da vice. Marcello Lippi invece non è così lontano dalla panchina del Milan, diversi rossoneri, soprattutto i nazionali, ne sarebbero felici, sebbene il ct campione del Mondo neghi qualsiasi contatto con club italiani. Ci sarebbe poi Frank Rijkaard, ex rossonero, aziendalista, la logica continuità, ben visto dalla dirigenza, più di Lippi che toglierebbe spazio e ridurrebbe i margini di manovra, ma non è certo che il Milan cambi a fine stagione. Peraltro Rijkaard ha già fatto sapere che resterà al Barcellona: «La decisione l’ho presa, resto al Barça, succeda quel che succeda». Secondo il quotidiano spagnolo Sport, Rijkaard avrebbe detto no sia al richiamo sentimentale di Silvio Berlusconi, sia ai dollari di Roman Abramovich, ma molto dipenderà anche da Johan Cruijff, vero mossiere dei catalani e un suo clamoroso ritorno non è da escludere. L’unica certezza sembrerebbe il futuro che attende Fabio Capello: «Fino a giugno resta - ha detto Ramon Calderon presidente del Real -. Poi arriva Bernd Schuster». Capello ha un contratto fino al 2009 che gli garantisce 6 milioni di euro a stagione, è tranquillo, e poi se i nuovi conteggi invocati da Villa Mir, in corsa anche lui alla presidenza Real, dovessero ribaltare i risultati delle ultime elezioni, rientrerebbe in gioco anche lui. Anche se un nuovo presidente, per tradizione, ama presentarsi con un nuovo allenatore e a Villa Mir piace Ancelotti.