An rilancia: Alemanno sindaco

Enza Colagrosso

Un ministro in pole per il Campidoglio. Ieri all’hotel Summit, all’assemblea regionale di An, voluta dal nuovo coordinatore per il Lazio, Francesco Aracri, dopo otto anni, Alleanza nazionale, «in quanto partito più grosso nella capitale», ha rivendicato il diritto di dire la sua nella scelta dello sfidante per la Cdl alla poltrona di sindaco della Capitale. Il nome, già in caldo da tempo, è quello del ministro per le Politiche agricole Gianni Alemanno. Per Aracri, il titolare del Mipaf «sarebbe un candidato ideale per sfidare Veltroni, e in lui deve giocare il senso di responsabilità come fu per Storace nel 2000».
Alemanno, d’altronde, secondo Aracri ricalca l’identikit del candidato ideale, che «dev’essere un politico che conosca Roma nelle viscere», dopo «le bizzarrie della società civile» di passate corse perdute per il Campidoglio. La scelta del nome, comunque, secondo An dovrebbe uscire da una «cabina di regia» della Cdl. «La prima riunione deve avvenire entro fine ottobre, non possiamo andare oltre per indicare il nostro candidato», spiega il coordinatore regionale, annunciando inoltre un tour sul territorio del partito: «A dicembre - spiega - gireremo in autobus per il Lazio in vista di una grande assemblea programmatica che si terrà il 17 dicembre con il presidente Fini». Perché l’unico modo «per ricominciare veramente», spiega il neocoordinatore, «è ricominciare dal territorio». Il primo passo per voltare pagina e per «finirla di lasciar serpeggiare convinzioni del tipo “Veltroni è invincibile”», sottolinea ancora Aracri: «Non dobbiamo anche noi lasciarci abbagliare dalla logica dell’effimero. Veltroni è solo un bravissimo manager di se stesso. Se andiamo a vedere qual è lo stato reale della nostra città, penso al trasporto, alla pulizia delle strade, all’emergenza abitativa, agli oltre diecimila bambini che non sono stati accolti nelle scuole materne e negli asili nido, credo che la sua immagine così come è stata costruita si ridimensionerebbe agli occhi di tutti».
L’imperativo, dunque, è non cedere allo «sconfittismo», perché nella corsa al Campidoglio la Cdl può vincere. Anzi, ricorda il coordinatore regionale di An, «deve vincere». «Roma - argomenta Francesco Aracri - come dicono le stime di enti preposti che valutano la qualità della vita di una città, sta nettamente scivolando in basso. Noi dobbiamo parlare con estrema calma delle tante cose di cui questa città ha bisogno e delle tante cose che il governo nazionale sta facendo per questa città: dai soldi per la Metro C ai contratti di quartiere, agli interventi che la giunta Storace aveva messo in campo per supportare e risanare le grandi periferie romane ma che il Campidoglio non ha mai impiegato».
Per arrivare forti alla sfida a Veltroni, però, Aracri ricorda come An ha bisogno di maggiore coesione, ritrovando «sicurezza nei propri mezzi e nelle proprie capacità», riscoprendo «la possibilità, la voglia e la capacità di stare in mezzo alla gente», rivendicando il proprio ruolo di «portavoce di una politica per il sociale» anche all’interno della Cdl, dove An vuol’essere «il baricentro e il cemento anche per l’unità e la forza di tutta la coalizione». E il neocoordinatore, che sull’ipotesi primarie è possibilista («Non sono un tabù, se si devono fare si faranno»), guarda avanti al compito che lo attende con fiducia. «Il primo obiettivo del rilancio di An nel Lazio - conclude - lo abbiamo già raggiunto organizzando un coordinamento regionale unitario, che vede rappresentate tutte le sensibilità del partito e dei territori».