An rilancia: «Rinunciamo tutti all’autista»

Ma non tutti i politici sono d’accordo. Contrari Cadeo e Prosperini. Fidanza: «Più sobrietà»

(...) De Corato prende la palla e butta in mezzo: «Credo che tutti gli assessori e non solo quelli di An dovrebbero rinunciare all’auto blu e andare in giro con i mezzi pubblici. Chi si muove per motivi istituzionali può prendere un taxi, presentare la ricevuta e chiedere il rimborso. Oppure usare un’auto di servizio a chiamata. Ma solo per cerimonie ufficiali o impegni pubblici. Sono contrario anche ai rimborsi forfettari per chi rinuncia all’auto». E lui, De Corato? «Finché ho potuto, ho usato il mio Ciao. Ma sono da tempo sotto tutela e adesso sotto scorta. Altrimenti andrei volentieri con i mezzi». Secondo il vicesindaco, comunque, «a meno che non ci siano ragioni di sicurezza, tutti gli assessori dovrebbero rinunciare all’auto blu. È un discorso che vale per tutta Italia».
Sotto scorta è anche la vicepresidente della Regione, Viviana Beccalossi, che difende il diritto all’auto di servizio per chi vive fuori Milano: «Io faccio avanti e indietro da Brescia tutti i giorni, sono spesso in giro per la Regione e torno a casa a orari impossibili. Se non avessi l’autista, mi sarei già schiantata. È chiaro che bisogna usarla con giudizio, per fare tratti lunghi, durante i quali si può lavorare, e naturalmente a scopi istituzionali. Quando sono a Brescia, comunque, io non la uso mai». In Regione ha già rinunciato Massimo Corsaro, che al posto dell’auto riceve un rimborso di 20mila euro l’anno per andare in giro con la sua Bmw 630 («faccio circa 16mila chilometri l’anno per motivi di servizio»). Spiega l’assessore all’Industria: «La Regione risparmia le spese dell’autista ma il motivo non è soltanto questo. Credo che non bisogna abituarsi a agi di cui si può fare a meno, perché se ti affezioni al contorno del ruolo, rischi di perdere la testa quando non lo hai più. E alla fine ti sembra una tragedia anche trovare parcheggio...». Tutt’altra l’opinione di Piergianni Prosperini. L’assessore regionale allo Sport la ritiene indispensabile: «Io ci perdo pure, perché ho una Mercedes 600 di mia proprietà e invece quella di servizio è una Mercedes 300. Ma credo sia giusto che un assessore abbia un’automobile e un autista a disposizione. L’autista ce l’ha pure mia mamma, naturalmente a sue spese». Anche in Comune non tutti la pensano come De Corato. L’assessore all’Arredo urbano, Maurizio Cadeo, boccia la proposta: «Si tratta di dare il buon esempio ma a un assessore bisogna chiedere soprattutto di lavorare. E l’auto blu non è uno status symbol ma un’agevolazione nel lavoro». Il capogruppo a Palazzo Marino, Carlo Fidanza, chiede restrizioni senza mannaie: «Serve più sobrietà ma non bisogna generalizzare. Nessuna auto blu fuori dagli orari di servizio né per chi fa solo il tragitto casa-ufficio. Altro è un assessore che deve spostarsi velocemente in città o in Regione».