«Il rilancio di Milano passa attraverso l’arte contemporanea»

E i soldi da dove sono arrivati? La domanda sorge spontanea quando Stefano Zecchi annuncia le iniziative della Festa della Cultura che partirà un po’ in anticipo sul solstizio e si chiuderà un po’ in ritardo sull’equinozio. L’«Estate milanese» durerà di più, dal 16 giugno al 25 settembre. L’assessore sintetizza la sua filosofia: «I soldi sono quelli che sono, cioè praticamente zero. Ce l’abbiamo fatta grazia agli sponsor ma anche all’entusiasmo di chi collabora: abbiamo valorizzato le risorse interne senza ricorrere ad appalti fuori dal Comune». Uno stop alle consulenze che ha rimotivato chi lavora dentro il Comune per la cultura. «Un esempio per tutti. Quando abbiamo inventato Grandi schermi, la rassegna di film e fiction, mi hanno chiesto: a chi affidiamo la programmazione? E io ho risposto: “La facciamo noi, così ci divertiamo anche”». Insomma, la ricetta è «fantasia e buona volontà» con l’ingrediente aggiuntivo degli sponsor. Con un’esortazione finale: «L’importante è smetterla con la cultura del piagnisteo da salotto e mettersi a lavorare sui progetti».
L’assessore spiega anche il futuro culturale che sogna per Milano e cioè che la città diventi un’icona della contemporaneità: «La città deve fare tendenza, non subire le tendenze altrui. Milano è una città contemporanea, che ha nel contemporaneo e nelle avanguardie il suo punto di forza. Non ha bisogno di essere una vetrina, al contrario è bene che proponga idee proprie per diventare leader delle tendenze culturali. In questo senso è necessaria una collaborazione con le grandi città straniere».
E a settembre arriverà la Giornata della contemporaneità, appuntamento voluto dal ministero dei Beni culturali e che però sembra pensato apposta per il progetto Milano. Così il 15 ottobre si espanderà fino a diventare la bandiera dell’autunno culturale: «Milano è la capitale della contemporaneità, da qui può partire la sua rifondazione». Arriveranno mostre quali Matisse, Boccioni, le avanguardie del XX secolo e la fotografia di Helmut Newton. Ma anche convegni come quello su Don Giussani e sul ruolo dell’Università nei suoi rapporti con la città.
E poi c’è il futuro del medioevale Palazzo della Ragione di via dei Mercanti, «un palazzo bellissimo in un punto strategico della città ma un po’ abbandonato a se stesso. Prima di tutto lo metteremo a norma, poi organizzeremo una grande manifestazione che lo introduca alla città». Fatto questo partiranno gli eventi come i cinque mesi di mostre per l'arte giovane proposti da Aldo Brandirali e le sfilate di moda per le quali ha chiesto la disponibilità Giovanni Bozzetti.
«Non so se sarò ancora assessore ma stiamo lavorando anche per gli anni futuri», ha scherzato (ma non troppo) Zecchi annunciando progetti che arrivano ben oltre la scadenza della giunta Albertini: nel 2007 una mostra su Garibaldi e nel 2009 si festeggerà il centesimo compleanno del Futurismo, nato a Milano nel 1909.