Rilancio più vicino dopo l’ok di Bruxelles

da Roma

Un Domenico Siniscalco disteso come non si vedeva da tempo, quello di ieri all’assemblea dell’Abi. Ottimista con juicio sulla fine della fase di recessione, fermo nel ribadire che l’Irap sarà ridotta con la prossima Finanziaria e che le notizie di un rinvio sono «campate in aria», ormai tranquillo sul fronte europeo dopo la decisioni dell’Ecofin, il ministro dell’Economia adesso pensa a domani. Nel pomeriggio, il governo approverà il Dpef, e con esso i saldi della manovra 2006, che dovranno tener conto della riduzione strutturale del deficit pari allo 0,8 per cento del pil, chiesta da Bruxelles.
L’andamento della trattativa con la commissione Ue, e il successivo giudizio dei ministri finanziari, è stato soddisfacente per Siniscalco. Il caso Italia sarà il primo test del nuovo patto di stabilità più flessibile e l’Europa non ha voluto calcare la mano. Nessuna manovra nel 2005 e poi due anni per rientrare dall’extra-deficit, ma anche la possibilità di una ulteriore trattativa con la commissione se la crescita dell’economia dovesse rivelarsi, nel frattempo, inferiore alle previsioni. «Ieri (martedì per chi legge, ndr), a Bruxelles, è stata una passeggiata», dicono in via XX settembre.
Siniscalco si presenta al Consiglio dei ministri con un Dpef scritto in parte da Roma e in parte da Bruxelles. Sulla riduzione strutturale del disavanzo dello 0,8 per cento nel 2006 e di uguale misura nel 2007 non ci sono margini di trattativa: si può fare di più, ma non di meno. Entro questi paletti, la scelta diventa collegiale, anche se la riduzione dell’Irap a vantaggio delle imprese è una promessa da onorare. Dal lato delle spese, la cosiddetta regola Gordon Brown - cioè il tetto orizzontale del 2 per cento su tutte le spese - ha mostrato i suoi limiti in un bilancio come quello italiano, fatto in gran parte di spese obbligatorie. Dunque, i nuovi tetti saranno mirati, settore per settore.
Sul fronte dell’economia, il peggio sembra passato dopo il semestre horribilis dall’ottobre 2004 al marzo 2005. Il secondo trimestre di quest’anno è ancora in bilico, tuttavia - come annuncia il governatore Antonio Fazio - il Pil potrebbe segnare un incremento «sia pure modesto». Dall’estate in poi, le cose potrebbero ancora migliorare. L’ipotesi di una crescita 2006 di circa l’1,5 per cento non è, per usare le parole del ministro, campata per aria.