Rilasciati dopo il processo in Italia vengono subito arrestati in Serbia

(...) Nessun riferimento all’ipotesi che qualcuno sarebbe stato ucciso, ovviamente.
La questura genovese intanto ha diramato le cifre ufficiali degli scontri di martedì sera. Otto sono stati gli arresti, mentre 47 è il numero dei denunciati a piede libero. Inoltre 35 tifosi serbi che sono stati identificati, sono stati in seguito espulsi dal territorio nazionale considerando che hanno preso parte attivamente agli incidenti dentro ed all'esterno dello stadio.
Per molti di loro ripartiti nella giornata di mercoledì è arrivata però un'amara sorpresa. Infatti giunti al confine tra Croazia e Serbia sono stati fermati dalla polizia di frontiera serba che dopo averli perquisiti e identificati uno per uno ha deciso per il fermo e l'arresto di 19 tifosi. Evidentemente i più facinorosi. Quelli che sono stati arrestati e liberati dalle autorità italiane, insomma, non la passeranno liscia, perché tornati in patria hanno ricevuto un trattamento assai meno clemente.
Molte polemiche sono sorte sul Luigi Ferraris, e più in generale su tutti gli impianti italiani. Luca Toni non ha dubbi sull'argomento: «Il vero problema dell'Italia sono proprio gli stadi. In Germania si parcheggia a dieci metri dal campo, e le famiglie arrivano un'ora prima e vanno via un'ora dopo magari dopo essere stati al ristorante».
In Italia è purtroppo ancora fantascienza. «Senza dimenticare che per esempio all'Allianz Arena di Monaco non esiste nessun tipo di barriera ed i bambini ti chiedono l'autografo quando ti alzi dalla panchina per il riscaldamento», aggiunge il bomber. Un altro mondo. Ma anche le critiche rivolte da Walter Veltroni al ministro Roberto Maroni sulla scelta di Marassi, sono state rintuzzate: «La scelta dello stadio spetta alla Figc, ma Genova rispetta le norme di sicurezza».
Totalmente diverso è piuttosto il clima che si respira intorno alle partite di calcio, come è stato dimostrato anche durante Italia-Serbia. «Non spetta a me dire di chi sono le responsabilità. L'unica considerazione che si può fare è che per l'ennesima volta ha perso tutto il calcio. È assurdo che nel 2010 si debbano ancora sospendere le gare per via di qualche esagitato che vuol fare casino», conclude Luca Toni. Che domani sera all'Olimpico, arbitro Damato, ritroverà i suoi vecchi compagni: «Alla Roma ho passato sei mesi splendidi, anche se mi aspettavo da parte della società qualche sforzo in più per trattenermi». Totti? «Lo stimo come persona oltre ad essere un campione». Il presente però si chiama Genoa: «Voglio segnare all'Olimpico per dedicarlo ad una persona». I sostenitori rossoblù attendono fiduciosi di sapere chi sia…