Il rilegatore «Cuciamo libri quasi solo per biblioteche»

Nel 1874 Domenico Conti Borbone, mastro legatore, aprì una bottega in via Moneta. I clienti? L’Ambrosiana, la Trivulziana, la biblioteca dello Sforzesco. E poi aristocratici, pontefici, principi. Fu la nipote Giuseppina, sposata con il pasticcere Isacco Marchesi, ad apprendere i segreti della sua arte e a trasmetterli ai nipoti: Gianluca, Gabriele e Angelo. Che oggi, in corso Magenta 31, perpetuano l’antica manifattura: dalla cucitura del libro all’incollatura, dal taglio alla copertina, dalle stampe alle decorazioni in oro. I committenti? Biblioteche, enti, antiquari. «A scarseggiare sono i privati – spiega uno dei figli -. Per questo alla rilegatura affianchiamo la cartotecnica». Carte marmorizzate, rivestimenti in pelle di tavoli, scrivanie, poltrone. E poi armadi, cassettiere, porta-cd.