Rimborsi lumaca Lo Stato «costa» 10 miliardi alle aziende

La pubblica amministrazione italiana è la peggior pagatrice dell’Unione europea. Secondo una stima degli Artigiani di Mestre (Cgia), il costo dei ritardi della Pa nei pagamenti alle aziende si aggira sui 10 miliardi di euro.
«Solo nei confronti della sanità le imprese vantano crediti per 33 miliardi di euro», ha sottolineato il segretario della Cgia Giuseppe Bortoluzzi. La somma che le imprese devono riscuotere dagli enti pubblici è compresa, secondo recenti calcoli dell’Abi, tra i 50 e i 60 miliardi. «Una situazione che non ha eguali in Europa», ha aggiunto Bortoluzzi ricordando che «le più penalizzate sono le pmi», costrette dai ritardati pagamenti a ricorrere a prestiti bancari. Oneri cui si aggiungono gli extracosti, difficilmente quantificabili, delle risorse umane impegnate nel sollecito dei pagamenti. L’elaborazione della Cgia analizza i rapporti commerciali delle imprese con clienti privati, con le altre imprese e con la Pa (Stato, Regioni ed Enti locali) ed è con quest’ultima che la situazione diventa più critica. Lo Stato italiano, infatti, è il pagatore peggiore. I tempi di pagamento medi contrattuali arrivano a 95 giorni, mentre per i pagamenti medi effettivi si arriva anche a 135 contro, rispettivamente, 57 e 71 in Francia, 30 e 48 nel Regno Unito e 25 e 40 in Germania.