Rimborsi milionari per i sindacati la crisi non esiste

Nel 2009 incassati più di 12 milioni di contributi E le proteste di
piazza le pagano Stato e Regioni. I fondi alle tre
sigle arrivano per legge
dai ministeri del Lavoro
e dell’Economia

Sindacati d’oro grazie ai contributi pubblici anche in tempi di rigore e tagli ai bilanci. Nel 2009 la Cgil e la Cisl della Lombardia si sono viste assegnare rimborsi da 12 milioni e 645.059 euro da Stato e Regione. Una somma erogata per legge in cambio delle prestazioni svolte da centri di assistenza fiscale (Caf) e patronati, ma che di fatto consente alle associazioni dei lavoratori di finanziare le loro attività. Con una cifra milionaria che costituisce soltanto la punta dell’iceberg di quella effettivamente incassata, in quanto la maggior parte della quota è segreta. Limitandoci ai dati noti, nel 2009 il ministero dell’Economia ha versato la bellezza di 8 milioni e 25.320 euro al Caf della Cgil Lombardia. Una somma che avrebbe fatto comodo ai bilanci di molti Comuni, magari per potenziare i servizi sociali, e che invece è stata di fatto utilizzata per organizzare le iniziative di protesta del più combattivo dei sindacati. Altri 4 milioni e 607.175 euro sono stati destinati dal Pirellone al patronato Ial Cisl, di cui 399.360 previsti dalla legge nazionale e 4 milioni e 207.815 euro in base al sistema regionale della dote lavoro-formazione.
Con due modalità diverse di erogazione: nel primo caso il contributo è andato direttamente al sindacato, nel secondo è stato finanziato il cittadino che poi ha deciso se utilizzare i servizi della Cisl o quelli di altri enti. Come sottolinea l’ufficio stampa dell’assessore regionale al Lavoro, Gianni Rossoni, «il sistema dote trova nella libertà di scelta della persona uno dei suoi principi ispiratori. Le risorse per il miglioramento del sistema educativo, per la riqualificazione dei lavoratori e per l’innalzamento dell’occupazione, non sono quindi più destinate direttamente alle strutture, come gli enti formativi e gli operatori del lavoro, ma indirizzate alla singola persona, beneficiaria di un diverso contributo a seconda dei requisiti posseduti». E aggiunge l’assessorato del Pirellone: «In Lombardia è la persona che sceglie da quale operatore “spendere“ la sua dote. È di conseguenza scorretto parlare di finanziamento da parte della Regione agli operatori, chiunque essi siano. Il Pirellone finanzia le persone, che successivamente scelgono di quale soggetto avvalersi per la propria formazione o ricerca occupazionale».
Sono invece stati erogati direttamente a Cgil, Cisl e Uil altri 12.564 euro della Provincia di Como, che nel 2009 ha versato 7.500 euro per lo Sportello dei lavoratori frontalieri e 5.064 per quello dei lavoratori atipici. Portando così a quasi 13 milioni di euro la somma conosciuta destinata ai sindacati lombardi. Che però è solo una piccola parte di quella che ricevono realmente, pari almeno al triplo. Paradossale in questo senso quanto comunicato dall’Agenzia delle entrate, che ha spiegato di non poter rivelare quanto ha erogato per non danneggiare la privacy di Cgil, Cisl e Uil. I tre sindacati maggiori per legge ricevono infatti somme sia dal ministero dell’Economia sia da quello del Lavoro. Ma il primo ha reso noto solo il dato lombardo relativo alla Cgil, limitandosi per il resto a fornire quello nazionale, pari a 101 milioni e 262.765 euro. Mentre il dicastero retto da Maurizio Sacconi non è stato in grado di scorporare la somma regionale per nessuna delle tre associazioni dei lavoratori. Limitandosi a far sapere di avere versato 299 milioni e 250mila euro per tutti i patronati, di cui 161 milioni per quelli dei sindacati. Con una cifra che alla fine è un vero e proprio tesoretto da 400 milioni e 512.765 euro, che nonostante la crisi cresce rispetto al 2005 quando era stata pari a 361 milioni.