Il rimedio di Padoa-Schioppa: "Giovani dovete risparmiare"

Il ministro
dell’Economia
ribadisce: "Le tasse
sono bellissime&quot;. Continuano i botta e risposta fra Tps e il governatore di Bankitalia Draghi<br />

da roma

Non è bastata una cena a quattrocchi a Washington per sancire fra Mario Draghi e Tommaso Padoa-Schioppa la ritrovata armonia. E lo si poteva capire già dal menù scelto: in una steak house, il governatore aveva scelto una bisteccona; il ministro dell’Economia, pesce. Fra i due, l’armonia non c’è:nemmeno a tavola. Figurarsi sulle scelte economiche. Così, non appena il numero uno della Banca d’Italia apre bocca su qualunque argomento, il ministro sta lì a riprenderlo. È successo anche ieri.

Durante una lezione alla Società degli economisti, il governatore parla di consumi; e della necessità di riattivarli. E parla anche di come le famiglie giovani (e quelle anziane) abbiano i consumi più bassi, rispetto alle medie nazionali. Accenna anche alla flessibilità del mercato del lavoro che porta i giovani a restare a casa con i genitori. Categoria sociale che il ministro aveva giudicato «bamboccioni». Quello di Draghi, insomma, era un discorso strettamente economico (d’altra parte la platea era fatta da economisti); ma tanto è bastato a Padoa-Schioppa per rispondere in modo piccato a una domanda fatta al Gt Ragazzi che andrà in onda lunedì. Gli viene chiesto: ha visto che Draghi sostiene che i giovani devono consumare di più per aiutare l’economia... E il ministro replica: «I ragazzi devono prima di tutto studiare e anzi imparare a risparmiare».

E già che c’è, stimolato dall’intervistatore, Padoa-Schioppa ribadisce: «Le tasse sono bellissime perché con le tasse si possono pagare scuola e sanità. Se non si pagassero le tasse i ragazzi non potrebbero andare a scuola o curarsi». Ma è la risposta a Draghi sui consumi giovanili a marcare le distanze fra il governatore ed il ministro. In serata, dal ministero dell’Economia viene spiegato che in realtà non c’era alcuna vena polemica nei confronti del numero uno di Via Nazionale. Bocche chiuse, invece, a Palazzo Koch. Il problema è che dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla legge finanziaria ogni argomento è buono per distanze vere, virtuali o soltanto presunte fra i due. E quella sul ruolo dei giovani per attivare i consumi sembra arrivare con lo stesso tempismo con cui Padoa- Schioppa replicò alle critiche di Draghi.

In Parlamento il governatore aveva giudicato «modesta» la correzione dei conti pubblici fatta dal governo: in un anno il deficit scende solo dello 0,1%. Pronta la reazione del ministro. Con una nota, il ministero dell’Economia precisò che la correzione era più ampia ed era in linea con le indicazioni della Commissione europea. Pronta la smentita da Bruxelles: l’Italia non rispetta il Patto di stabilità. E il colpo di maglio sulla diatriba è arrivato con il Bollettino statistico della Banca d’Italia che (guarda caso) ha confermato i giudizi del governatore. Compresa l’ultima critica contro la modifica della riforma delle pensioni: il governo deve aumentare l’età pensionabile. Il disegno di legge sul Welfare la riduce. E forse è per queste ragioni che Draghi e Padoa- Schioppa non vanno d’accordo nemmeno sul menù.