Rimini, che passione l’auto «diversa»

Piero Evangelisti

da Rimini

Vacilla il record dei 1001 cv fissato dalla misteriosa e tuttora indecifrabile Bugatti Veyron, e la minaccia viene dalla francese Pro Run che, senza essere preceduta da pompose fanfare mediatiche, ha presentato la scorsa settimana al «My Special Car Show» di Rimini una Nissan Skyline GTR Unlimited, equipaggiata di un V12 da 6.7l, elaborato per sviluppare una potenza massima di 1000 cv. Per descrivere l’anima della rassegna riminese, organizzata per il terzo anno consecutivo dalla Promotor di Alfredo Cazzola, si può proprio partire da questa Nissan, emblema del «tuning» estremo, impresa quasi impossibile in Italia a causa di norme che non si riescono a cambiare nonostante il comparto dell’auto «fuoriserie» abbia fatturato, nel 2005, quasi un miliardo. Di chi la colpa? Qualcuno sussurra che sia da attribuire alle case che, come è emerso dal convegno inaugurale organizzato dal Csp diretto da Gian Primo Quagliano, continuano ad aumentare le versioni proposte per ogni modello: 30 anni fa, con 129 modelli si contavano 314 versioni, oggi, con 409 modelli, le versioni sono cresciute di dieci volte (3.161).
Il pettegolezzo è stato però smentito dalle presenze ufficiali dei marchi europei, 10 quest’anno - Fiat, Citroën, Peugeot, Kia, Smart, Seat, Opel, Subaru, Volkswagen e Bmw con Mini. Ed è stato proprio il brand inglese del gruppo di Monaco ad aggiudicarsi, con la Mini Cooper S equipaggiata del kit John Cooper Works (210 cv), il premio «Auto Europa Tuner», assegnato annualmente alla miglior preparazione ufficiale dall’Uiga, l’associazione che raggruppa i giornalisti specializzati dell’auto. Il «My Special Car Show» è comunque una «fiera» per la quale bisogna tirare in ballo il tradizionale trinomio: suoni, luci e colori, a cui aggiungere, in questo caso, il sole della Romagna e le belle ragazze, che hanno accolto gli oltre 1.000 membri in rappresentanza di 117 Club europei, giunti alla spicciolata, alla guida dei loro gioielli, nella notte tra venerdì e sabato, perché, farmacisti o fornai, idraulici o dirigenti, il venerdì si lavora, ma all’evento non si può mancare. Tra gli oltre 600 pezzi unici esposti dagli elaboratori di 19 Paesi, ma tutti riproducibili con complessi kit, alcuni hanno colpito più di altri i quasi 100mila visitatori delle tre giornate (nuovo record), prima fra tutte la Covini C6W, roadster italiano a 6 ruote, con le 4 anteriori sterzanti, equipaggiata di un motore Audi V8 da 380 cv: velocità massima 300 orari, prezzo 400mila euro. Inquietante la Dodge Magnum, nera metallizzata, vetri oscurati e ruote mozzafiato, con cerchi «Dubwhheels» da 22” e gomme ultraribassate 285/30. Hanno fatto la loro comparsa anche i controcerchi (spesso rostrati come quelli delle bighe del film Ben Hur, anche se non sporgenti dalla sagoma) che non ruotano nella marcia dell’auto, creando non poche perplessità in chi li osserva. Imponente l’Oltre di Fiat, di colore bianco perlaceo, con selleria in pelle bianca bordata di azzurro, che alleggerisce il solido aspetto militaresco (non manca la botola sul tetto per l’avvistatore), prototipo realizzato da Alpine utilizzando il suo sistema audio più raffinato.
E siamo arrivati al «suono» tecnicamente il Car Audio&Entertainment, campo di battaglia dove si combatte a colpi di centinaia di Watt e schermi per la visione di film in Dvd. Un esempio per tutte la Citroën C2 Orange Speed equipaggiata (si potrebbe proprio dire:udite, udite!) di un impianto Avic X1R Pioneer da 1.500 watt in uscita. Migliaia gli euro necessari per trasformare molte altre vetture in discoteche su 4 ruote, con bagagliai che diventano delle console, pieni di equalizzatori e subwoofer, auto da custodire in un garage blindato.