«La rimonta di Forza Italia è partita da qui»

«Dai giovani, la linfa vitale: per loro una sede in via del Corso»

Marcello Viaggio

È Giorgio Simeoni, agli sgoccioli della lunga campagna per le elezioni politiche che si concluderà domenica e lunedì alle urne elettorali, a riassumere i risultati raggiunti da Forza Italia a Roma in questi mesi. Risultati conquistati sul campo dal Comitato elettorale del partito, costituito oltre che da Simeoni, consigliere alla Regione e coordinatore della campagna nel Lazio, dal deputato Cesare Previti, l’europarlamentare Antonio Tajani, il Sottosegretario Cosimo Ventucci, e la coordinatrice regionale Beatrice Lorenzin. Nella cabina di regia, di fatto anche il consigliere Gianni Sammarco. Questa la squadra che ha guidato la riscossa degli azzurri nella capitale dall’inizio dell’anno. Ciascuno con un ruolo preciso. Nessuno si è risparmiato.
Simeoni, che bilancio si può tracciare per Forza Italia a pochi giorni dal voto?
«Tre mesi fa sembravamo a Roma e nel Lazio un partito in grande difficoltà, oggi abbiamo rovesciato la situazione, siamo in grande salute. Sicuramente il merito è dello straordinario impegno del presidente Berlusconi, ma ha contribuito la mobilitazione dell’intera classe dirigente, che ha trainato militanti e simpatizzanti».
Partiamo allora dai militanti. I giovani stanno portando nuova linfa vitale al partito.
«Abbiamo aperto una sede appositamente per loro in via del Corso. La sera del duello televisivo di Berlusconi con Prodi si sono riuniti in tanti a guardare la diretta, al termine sono andati a Palazzo Grazioli a salutare il premier. Molti si sentono già responsabilizzati dalla politica».
A proposito di responsabili, nel Lazio sono molti i big nazionali del partito che affronteranno domenica il voto degli elettori.
«Non a caso, a testimonianza del ruolo chiave della nostra regione, la chiusura della campagna di Forza Italia nel Lazio che ieri ha visto protagonista d’eccezione lo stesso Berlusconi alla Fiera di Roma. In lizza vantiamo politici di calibro assoluto. La lista al Senato è capeggiata dal ministro Giuseppe Pisanu. A Lazio 1 subito dopo il presidente troviamo il ministro Antonio Martino e il vicecoordinatore Fabrizio Cicchitto. Al numero 4 il sottosegretario Mario Pescante, reduce dal successo delle Olimpiadi di Torino. Poi Cesare Previti, con il consueto ardore di militante. Siamo orgogliosi di candidati di questo livello».
Le donne, a detta di tanti, decideranno la sfida del voto. Che spazio trovano dentro Forza italia?
«Nel Lazio sicuramente molto. Parecchie delle nostre candidate vantano ruoli importanti nella vita. Come Manuela Maccaroni, numero 12 di lista a Lazio 1, presidente dell’associazione degli avvocati dei minori, e l’attrice Fiorella Ceccacci, numero 9 a Lazio 1».
Forza Italia, con il candidato sindaco Alfredo Antoniozzi, ha compiuto un lungo tour attraverso i 19 municipi. Come siete stati accolti in periferia?
«Ci hanno ascoltato, abbiamo fatto capire quanto di buono ha fatto il governo Berlusconi in questi cinque anni: la terza corsia del Gra, il finanziamento della Metro C.... Oggi c’è pure da parte nostra la proposta di raddoppio del Grande Raccordo Anulare. I romani sembrano rassegnati a passare ore e ore imbottigliati nel traffico, a guidare l’automobile in strade piene di buche. Li stiamo scuotendo. Meritano una qualità della vita di gran lunga migliore di quella che gli sta offrendo il sindaco Veltroni».
Molte le polemiche con la sinistra in questa campagna elettorale. L’Arcigay vi ha accusato di essere omofobi dopo i vostri manifesti che ritraggono due uomini in atteggiamento affettuoso..
«Quelli dal titolo di “Papà e mammo, non è questa la famiglia che sogniamo”? Se si sono risentiti, vuol dire che abbiamo colto nel segno. Non è certo quello il modello di famiglia».