Il rimorchiatore sequestrato è sulla costa somala Blitz Usa, liberato il capitano della Maersk

Il rimorchiatore d'altura della Micoperi di Ravenna è stato sequestrato
dai pirati nel Golfo di Aden. A bordo 16 uomini, dieci sono italiani. Fonti del Kenya: &quot;Stanno bene&quot;. La fregata &quot;Maestrale&quot; arrivata in zona.<strong>  </strong><a href="/a.pic1?ID=343470" target="_blank"><strong>Liberato Phillips: tre sequestratori uccisi, uno catturato</strong></a>

Nairobi - Il "Buccaneer", rimorchiatore d'altura della Micoperi di Ravenna sequestrato ieri dai da pirati somali nel Golfo di Aden. con a bordo sedici persone dell'equipaggio - di cui 10 italiani - ha raggiunto le coste somale ma per adesso non è giunta ancora nessuna richiesta di riscatto. Lo ha riferito Andrew Mwangura, responsabile del programma di assistenza marittima per l'Africa Orientale. La nave "ha raggiunto la costa, ma non sappiamo dove", ha detto Mwangura. Secondo uno dei responsabili dei pirati - contattato dalla France Press a Eyl - il rimorchiatore dirigeva verso le coste del villaggio di Lasqorey, nella regione autonomista somala del Puntland.

La fregata Maestrale in zona La fregata della Marina militare italiana Maestrale e' giunta stamani nel Golfo di Aden. Lo riferiscono fonti italiane, secondo cui la nave militare e' "pronta ad ogni evenienza" ed a eseguire le disposizioni che le verranno date. Salpata il 2 aprile scorso dal porto di Taranto, la fregata Maestrale della Marina militare italiana partecipa alla missione Atalanta, la prima guidata dall'Unione europea contro la pirateria. La nave militare, che appartiene al Comando delle Forze d'altura della Marina, ha un equipaggio di 220 marinai, dispone di due elicotteri AB 212 ed e' al comando del capitano di fregata Angelo Virdis.

Ieri l'abbordaggio dei pirati A dare l'allarme ieri era stato il tenente Sergio Carvalho, a bordo della nave da guerra Corte Real, che aveva ricevuto una una chiamata di soccorso prima che le comunicazioni si interrompessero sei minuti dopo. La nave stava rimorchiando due chiatte quando è abbordata.

La nave è della Micoperi di Ravenna. Il rimorchiaore della Micoperi, come ha confermato titolare della società, Claudio Bartolotti, era in navigazione da Singapore a Suez. Non ha voluto fornire altri particolari sulla destinazione della nave, aggiungendo che a bordo ci sono italiani, ma anche marinai di altre nazionalità.
La Micoperi è stata costituita nel 1946 come società di salvataggio per liberare le linee di trasporto marittimo da navi affondate durante il secondo conflitto mondiale. Attualmente opera nella costruzione, trasporto e installazione di impianti off-shore, nella posa di linee per gas e petrolio, nell'installazione di terminali marini e nella costruzione di porti, moli e frangiflutti. Le principali aree geografiche di intervento sono il Mediterraneo, il Sud est asiatico e l'Africa occidentale, in particolare la Nigeria. 

"Equipaggio sta bene" I 16 membri dell'equipaggio "stanno bene, sono salvi e salvi", aveva po detto Andrew Mwangura, responsabile per l'est Africa del programma di assistenza marittima in Kenya. La stessa fonte - che ha riferito di non essere in grado di rendere noti i nomi dei componenti dell'equipaggio - ha spiegato che il sequestro è avvenuto la mattina alle 11 locali (le 10 in Italia).

I sequestrati I nomi degli uomini dell'equipaggio sono noti alle autorità italiane ma non sono stati resi ufficialmente pubblici. Da varie fonti si è appreso che il comandante è Mario Iarlori, 51 anni, originario di Ortona, in provincia di Chieti. Del gruppo farebbero parte due pugliesi,cIgnazio Angione, di 54 anni, direttore di macchina, e Filomeno Troilo, cuoco, di 60 anni, tutti e due residenti a Molfetta, in provincia di Bari; altri tre proverrebbero dalla provincia di Napoli: Vincenzo Montella, Giovanni Vollaro e Bernardo Borrelli. Dell'equipaggio del "Buccaneer" fanno parte anche un croato e cinque romeni.

Farnesina in contatto con i familiari Il ministero degli Affari Esteri, tramite l'Unità di Crisi, in contatto con le altre istituzioni competenti, segue da vicino la vicenda del sequestro. Sono in atto - si legge in una nota della Farnesina - meccanismi di coordinamento a livello nazionale e si stanno valutando possibili forme di raccordo a livello internazionale per la gestione della vicenda. L'Unità di Crisi, attraverso un rappresentante dell'armatore dell'imbarcazione italiana, è in contatto con i familiari dei membri dell'equipaggio. La Farnesina manterrà sulla vicenda il massimo riserbo, auspicando che ciò venga compreso dai mezzi di informazione, per facilitare la soluzione della vicenda con la liberazione dell'equipaggio dell'imbarcazione.