"Rimosso dopo un contrasto sulla lotta al crimine romeno"

«Ero un funzionario della divisione amministrazione ai tempi del cosiddetto scandalo dei fondi riservati, ma non sono mai stato nemmeno sfiorato dai sospetti, anzi ho contrastato platealmente l’azione truffaldina dell’allora direttore della divisione. Poi sono entrato in contrasto col mio superiore di cui non condividevo alcune linee guida. Ad esempio avevo inserito nei piani di ricerca operativa la criminalità romena tra gli obiettivi primari da contrastare mentre il mio superiore, l’anno successivo, l’ha cancellata apposta dalle priorità considerandola risibile. Quel superiore è rimasto in servizio, mentre io sono stato trasferito immotivatamente ad altra amministrazione, insieme a soggetti destinatari negli anni di apprezzamenti, mentre sono rimasti in organico colleghi con a carico procedimenti disciplinari, censure e richiami, ed è il caso di due dirigenti di cui una Procura ha chiesto recentemente la proroga delle indagini per violazione del segreto di Stato».